AGI - Il Pentagono sta lavorando a opzioni militari per un "colpo finale" in Iran che potrebbe includere l'uso delle forze di terra e una massiccia campagna di bombardamenti. Lo riferisce Axios citando due funzionari statunitensi e due fonti a conoscenza del dossier.
Quattro scenari studiati dal Pentagono
Quattro gli scenari elencati da Axios. "Invadere o bloccare l'isola di Kharg, il principale hub di esportazione di petrolio dell'Iran" oppure l'isola di Larak, fondamentale per il controllo dello stretto di Hormuz, "avamposto strategico che ospita bunker iraniani, imbarcazioni d'attacco in grado di far saltare in aria navi da carico e radar che monitorano i movimenti nello stretto".
Terza possibilità, prendere il controllo dell'isola "di Abu Musa e di due isole minori, che si trovano vicino all'ingresso occidentale dello stretto" di Hormuz contese tra Iran ed Emirati Arabi Uniti.
Infine, "bloccare o sequestrare navi che stanno esportando petrolio iraniano sul lato orientale dello stretto di Hormuz". Secondo alcuni nell'amministrazione, "una dimostrazione schiacciante di forza" servirebbe sia a creare "più leva nei colloqui di pace" sia a dare al presidente Donald Trump qualcosa "per dichiarare la vittoria".
Il Pentagono studia una possibile invasione di terra
L'esercito americano, spiega sempre Axios, ha anche preparato piani per operazioni di terra in profondità all'interno dell'Iran per mettere al sicuro l'uranio altamente arricchito sepolto sotto gli impianti nucleari. Ma sarebbe un'operazione ad alto rischio. Invece di imbarcarsi in offensive così complicate, gli Stati Uniti potrebbero invece scegliere attacchi aerei su larga scala sulle strutture per cercare di impedire all'Iran di accedere mai al materiale.
L'isola di Kharg al centro della 'mappa' del Pentagono
Axios stesso aveva già una settimana fa ipotizzato una possibile invasione dell'isola di Kharg cui, secondo la Cnn, gli iraniani si stanno già preparando. Trump non avrebbe ancora preso una decisione su nessuno di questi scenari e fonti della Casa Bianca descrivono eventuali operazioni di terra come "ipotetiche".
Ma avvertono anche che il presidente è pronto ad aumentare la pressione se i colloqui con l'Iran non producessero presto risultati tangibili. Il primo passo potrebbe essere dare seguito alla promessa di bombardare centrali elettriche e impianti energetici in Iran, minaccia cui Teheran ha risposto annunciando una massiccia rappresaglia in tutto il Golfo.