AGI - Parigi prepara un G7 Esteri "ambizioso e aperto", con l'obiettivo di produrre risultati concreti già a livello ministeriale e di rafforzare il coordinamento tra alleati su sicurezza, crisi internazionali e nuove minacce alla sovranità. Almeno sono queste le intenzioni degli sherpa che hanno lavorato alla ministeriale di oggi e domani, primo appuntamento formale della presidenza francese nel formato Esteri e tappa chiave verso il vertice dei leader previsto a Evian dal 15 al 17 giugno.
La riunione si terrà simbolicamente ad Abbaye de Vaux-de-Cernay, luogo legato alla nascita storica del G7, e sarà articolato in sei sessioni di lavoro. Tre saranno in formato allargato, con la partecipazione - oltre ai membri G7 - di partner come Arabia Saudita, Corea del Sud, Brasile e India, insieme al ministro degli Esteri ucraino e alla presidente della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Le altre tre sessioni resteranno invece riservate ai soli Paesi del G7.
Il nodo politico riguarda la partecipazione americana, già confermata con la presenza domani del segretario di Stato Marco Rubio, e con quali propositi si presenterà al tavolo. Si tratterà del primo faccia a faccia con gli alleati europei (e canadese) dopo le tensioni in seguito al rifiuto di raccogliere l'appello del presidente americano, Donald Trump, di intervenire militarmente per assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, ora ostaggio dei pasdaran iraniani.
Priorità: sicurezza, pace e Ucraina
Tra le priorità centrali del G7 dei diplomatici, il coordinamento su sicurezza e pace, con particolare attenzione a Ucraina e Medio Oriente. Sul conflitto ucraino, l'obiettivo della presidenza francese - fanno sapere dal Quai d'Orsay - è triplice: mantenere Kiev al centro dell'agenda internazionale, rafforzare il sostegno concreto - soprattutto sul piano energetico e infrastrutturale - e continuare a esercitare pressione sulla Russia in vista di un possibile accordo di pace. La presenza di Rubio viene considerata cruciale per allineare le posizioni tra alleati.
Minacce orizzontali e narcotraffico
Accanto alle crisi tradizionali, la presidenza francese punta a integrare nel dibattito anche minacce "orizzontali" che incidono sulla sovranità degli Stati: traffici illeciti, sicurezza marittima, catene di approvvigionamento delle materie prime critiche. In questo quadro sarà lanciata una task force G7 contro il narcotraffico - già anticipata al summit della Comunità politica europea in partnership con l'Italia - con l'idea di creare una rete di hub portuali e rafforzare la cooperazione operativa, mentre è prevista anche una conferenza regionale nei Caraibi (Martinica, luglio 2026).
Riforma della governance globale e peacekeeping
Ampio spazio sarà dedicato alla riforma della governance globale, in particolare delle missioni di peacekeeping, considerate ancora "estremamente utili" ma da rendere più efficienti e sostenibili. Parigi propone la creazione di un comitato di coordinamento che riunisca contributori finanziari e militari per valutare le missioni Onu e migliorarne l'impatto. Sul fronte umanitario, l'obiettivo è razionalizzare la catena logistica e ridurre i costi di distribuzione degli aiuti.
Ricostruzione e dossier regionali
Tra i dossier concreti figura anche la ricostruzione: in Ucraina si punta, tra l'altro, al ripristino del sarcofago di contenimento di Chernobyl, danneggiato da un attacco, con un costo stimato di diverse centinaia di milioni di euro. La Bers - non a caso invitata al tavolo - avrà un ruolo chiave nel finanziamento. Sul piano regionale, attenzione anche alla Siria, con la proposta di una conferenza per contrastare il traffico illecito e favorire stabilizzazione e ricostruzione.
Minacce trasversali e crisi geopolitiche
Il secondo giorno sarà dedicato alle minacce trasversali e alle crisi geopolitiche. Oltre all'Ucraina, i ministri discuteranno di Iran - inclusi programmi nucleari e sicurezza marittima - e di altri scenari come Gaza, Haiti, Venezuela e Cuba. Sul dossier iraniano, l'approccio europeo resta difensivo: protezione degli alleati nella regione, tutela della libertà di navigazione e ricerca di canali negoziali, evitando però un coinvolgimento diretto in un conflitto considerato "non nostro".
Sicurezza marittima nel Golfo e Mar Rosso
Nel dibattito entreranno anche le questioni legate alla sicurezza marittima nel Golfo e nel Mar Rosso, dove l'Unione europea è già impegnata con missioni operative per garantire la libertà di navigazione. L'ipotesi allo studio è estendere questo modello a una futura architettura multilaterale più ampia, coinvolgendo partner regionali e internazionali.
La Cina sullo sfondo dell'agenda G7
La Cina non sarà formalmente al centro dell'agenda, ma resterà sullo sfondo di diversi dossier, dalle materie prime critiche alla governance globale. L'obiettivo dichiarato è evitare che il G7 diventi uno strumento di contrapposizione diretta, pur riconoscendo il ruolo sistemico di Pechino.
Scambi franchi e comunicato finale
Dal punto di vista politico, Parigi segnala la volontà di privilegiare scambi franchi rispetto a dichiarazioni formali: non è prevista al momento una dichiarazione congiunta, ma piuttosto un comunicato finale che raccolga i risultati concreti dei lavori. Due conferenze stampa della presidenza francese sono in programma al termine di ciascuna giornata.
Il G7 Esteri: un test per la compattezza
Nel complesso, il G7 Esteri si configura come un test per la capacità degli alleati di restare compatti in un contesto internazionale segnato da crisi multiple e da divergenze strategiche, in particolare con Washington su alcuni dossier. L'obiettivo francese è arrivare al vertice di Evian con iniziative già avviate e risultati tangibili, rilanciando al tempo stesso il ruolo del G7 come piattaforma di coordinamento politico globale.