AGI - La Russia è pronta a partecipare agli sforzi di mediazione nella guerra in corso in Medio Oriente. "Mosca sta comunicando questioni e valutazioni a Teheran", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, come riporta Ria Novosti.
Secondo diversi media, in questo momento i Paesi in prima fila nella mediazione tra Iran e Stati Uniti sono Turchia, Egitto e soprattutto Pakistan.
La Russia non è indifferente
La Russia "non è indifferente" a quanto sta accadendo tra l'Iran e i suoi vicini, ha proseguito Lavrov intervenendo a una riunione del consiglio di amministrazione del Fondo Gorchakov per la diplomazia pubblica.
L'unità dei Paesi del Medio Oriente
La Russia è convinta che "solo l'unità dei Paesi del Medio Oriente soddisfi gli interessi della regione, non l'uso della forza e i diktat", ha dichiarato ancora il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Il riferimento potrebbe essere all'ultimatum lanciato all'Iran dal presidente Usa per la riapertura dello Stretto di Hormuz, poi rinviato da Donald Trump sulla base dell'annuncio di presunti negoziati con Teheran.
Lavrov: da Usa e Israele "brutale aggressione"
La "brutale aggressione militare" degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran minaccia di destabilizzare il commercio globale e la sicurezza energetica. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov durante una riunione del consiglio di amministrazione del Fondo Gorchakov, come riporta la Tass. "Dalla fine di febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno intrapreso una dura aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran", ha dichiarato, "la situazione minaccia di destabilizzare non solo la regione del Golfo Persico, cosa che è già avvenuta, e non solo l'intero Medio Oriente, come è già in corso, ma anche il commercio globale, la sicurezza energetica globale e i trasporti e le comunicazioni commerciali internazionali"
Negoziati tra Stati Uniti e Iran
Commentando le notizie di una presunta ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, ha spiegato che il Cremlino non dispone di informazioni oggettive sulla ripresa dei contatti tra Stati Uniti e Iran, ma fa notare che Teheran era aperta ai negoziati prima dello scoppio delle ostilità. "Stiamo notando una serie di dichiarazioni contraddittorie da tutte le parti, alcune delle quali si contraddicono a vicenda. Non conosciamo la reale situazione", ha dichiarato ai giornalisti.
Peskov ha ricordato che la Repubblica Islamica "ha confermato questa apertura nei fatti fino all'ultimo, prima dell'inizio delle ostilità, fino al momento del primo attacco all'Iran, rimanendo aperta alla prosecuzione dei negoziati, che stavano procedendo con discreto successo".