AGI - Mentre la guerra in Iran si avvicina alle due settimane, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha elencato tre condizioni per mettere fine alle ostilità. Dopo colloqui con i leader di Russia e Pakistan, Pezeshkian ha riferito ieri sera che la guerra potrà chiudersi solo: con il riconoscimento dei "diritti legittimi dell'Iran", con riferimento probabilmente all'arricchimento dell'uranio; il "pagamento delle riparazioni di guerra" e "solide garanzie internazionali contro aggressioni future".
L'emittente Sky News rileva come un'anomalia il fatto che a parlare di guerra e pace sia il presidente e non la nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei.
Il contrasto con le richieste USA
Le condizioni della Repubblica islamica contrastano con le richieste di pace formulate dal presidente Usa, Donald Trump, che in precedenza ha dichiarato che i combattimenti sarebbero terminati solo in caso di "resa incondizionata" dell'Iran.
Trump, allo stesso tempo, ha anche detto che la guerra "finirà presto" e che i suoi obiettivi sono stati raggiunti. La Casa Bianca aveva precedentemente indicato che questi obiettivi erano: distruzione dei missili iraniani e dell'industria missilistica; eliminazione della minaccia rappresentata dai proxy iraniani nella regione; impedire all'Iran di ottenere armi nucleari.