AGI - In una notte caratterizzata da intensi attacchi in Medio Oriente con l' Iran che ha lanciato una nuova ondata di missili contro Israele e alcuni Paesi del Golfo e con Tel Aviv che a sua volta ha attivato le sue difese aeree e bombardato Teheran e Beirut, spicca la notizia del ferimento di Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran, colpito alle gambe. Lo ha reso noto il New York Times, che ha riportato la notizia citando fonti iraniane, e l'informazione è stata subito rilanciata dai media israeliani. Mojtaba Khamenei si troverebbe in un luogo sicuro, senza poter comunicare con il mondo esterno. Secondo due fonti militari israeliane, l'apparato di sicurezza israeliano ritiene che in realtà Khamenei sia rimasto ferito alla gamba già il primo giorno della guerra, lo scorso 28 febbraio, prima di essere eletto Guida Suprema della Repubblica Islamica.
Mojtaba Khamenei è "sano e salvo" nonostante le ferite. Lo ha dichiarato il figlio del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, sul suo account Telegram. "Ho sentito dire che Mojtaba Khamenei è stato ferito. Ho chiesto ad alcuni amici che hanno contatti. Mi hanno detto che, grazie a Dio, è sano e salvo", ha scritto Yousef Pezeshkian, che è anche consigliere del governo.
Tornando a quanto accaduto nella scorsa notte, la televisione pubblica di Teheran ha fatto sapere che l'attacco missilistico contro obiettivi statunitensi e israeliani è stato "il piu' violento e intenso dall'inizio della guerra".
L'attacco, secondo un comunicato dei Guardiani della Rivoluzione, è durato tre ore e ha preso di mira Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Sono stati attaccati anche "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, dicono i pasdaran. Nel dettaglio sarebbero state colpite la base della quinta flotta Usa in Bahrein e tre strutture in Iraq.
Un drone ha colpito una struttura diplomatica statunitense a Baghdad, in un attacco attribuito in via preliminare a milizie filo-iraniane. È quanto riferiscono fonti di sicurezza citate dai media locali. L'attacco ha preso di mira il Centro di Supporto Diplomatico di Baghdad, un grande complesso logistico utilizzato vicino all'aeroporto della capitale irachena e a diverse basi militari prese di mira nelle ultime settimane. Secondo quanto riportato, almeno sei droni sono stati lanciati contro il complesso. Cinque sono stati intercettati dai sistemi di difesa, mentre uno è atterrato vicino a una torre di guardia all'interno del complesso. Finora non sono stati segnalati feriti. A Doha, capitale del Qatar, sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato dai cronisti di AFP. Il Ministero dell'Interno del Qatar aveva precedentemente segnalato un "elevato livello di minaccia alla sicurezza" e aveva esortato i residenti a rimanere in casa e a stare lontani dalle finestre.
Intercettazioni negli Emirati Arabi Uniti e Kuwait
Le autorità di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno riferito di aver intercettato attacchi con droni e missili provenienti dall'Iran. Il ministero della Difesa saudita ha indicato in diversi post su X che un'ondata stava prendendo di mira impianti petroliferi, una base militare e altre località del Paese. "Sei missili balistici lanciati verso la base aerea di Prince Sultan sono stati intercettati e distrutti", si legge in uno dei messaggi. Riad ha inoltre abbattuto droni diretti verso il giacimento petrolifero di Shaybah e la regione di Al-Kharj.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i loro sistemi di difesa "stanno rispondendo a una minaccia missilistica", in una serie di messaggi pubblicati su X dall'Autorità Nazionale per la Gestione delle Emergenze e delle Crisi. "Il ministero della Difesa conferma che i suoni rilevati in varie parti del Paese sono dovuti ai sistemi di difesa aerea che intercettano missili balistici e ai caccia che intercettano droni e altri velivoli", prosegue il comunicato, che identifica l'Iran come aggressore. L'esercito kuwaitiano ha infine riferito che i suoi sistemi di difesa aerea hanno rilevato "cinque droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del Paese". "Quattro sono stati attaccati e distrutti, e uno si è schiantato fuori dalla zona di minaccia", si legge in un comunicato.
Contrattacco israeliano su Teheran e Beirut
La notte ha visto in azione anche Israele che ha bombardato Teheran e Beirut. Un'esplosione ha devastato la sede di una banca nella capitale iraniana e ucciso la morte di un impiegato. E altri attacchi hanno colpito un quartiere residenziale. L'aviazione israeliana ha poi bombardato alcuni edifici nella zona meridionale di Beirut dove riteneva si nascondessero membri di Hezbollah. Decine di migliaia di residenti avevano già abbandonato l'area in seguito a un ordine di evacuazione delle forze armate israeliane.
La diretta
ore 12.34 Kallas, approvate sanzioni per 19 funzionari del regime
"L'UE continua a chiedere conto all'Iran. Oggi gli ambasciatori degli Stati membri dell'UE hanno approvato nuove sanzioni nei confronti di 19 funzionari del regime e di entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Mentre la guerra in Iran continua, l'UE proteggerà i propri interessi e perseguiterà i responsabili della repressione interna. Inoltre, invia un messaggio a Teheran: il futuro dell'Iran non può essere costruito sulla repressione". Lo scrive su X l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza, Kaja Kallas.
ore 12.09 Pasdaran, contempliamo solo resa totale nemico
I Pasdaran hanno ribadito che non intendono arrendersi. La guerra "continua con tutta la sua forza contro i terroristi americani e il regime criminale sionista", si legge in una nota, riportata dai media iraniani, in cui la Marina dei Guardiani della rivoluzione ha annunciato pesanti attacchi alle basi militari americane nel Golfo.
"Contempliamo solo la resa totale del nemico. Porremo fine alla guerra solo quando l'ombra del conflitto sara' stata rimossa dal Paese", assicurano.
ore 11.40 Iran: 420 capi tribù giurano fedeltà a Mojtaba
Quattrocentoventi capi tribù, anziani e sceicchi dei clan della provincia del Sistan e Baluchestan hanno giurato fedeltà all'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, terzo leader della Rivoluzione Islamica. Lo riferisce un comunicato riportato dai media iraniani. "Nella misteriosa mezzanotte del diciannovesimo giorno del mese sacro del Ramadan, il giusto successore, la luce degli occhi della nazione, l'ayatollah imam Seyyed Mojtaba Khamenei, dopo il martirio del secondo saggio leader della Rivoluzione Islamica, l'imam Khamenei, ha assunto il vessillo dell'onore e della fede per salvaguardare il suo cammino, e senza dubbio questa scelta è una manifestazione della continua lungimiranza e lealtà della nazione verso il cammino della verità e della giustizia", si legge nel testo firmato dai leader religiosi.
"Noi, capi tribali e anziani del Sistan e del Baluchistan, mentre ci congratuliamo per questa scelta degna della grande nazione iraniana e degli amanti della libertà nel mondo, con fede sincera e ferma convinzione offriamo la nostra sincera fedeltà alla Guida Suprema e, come nell'era della leadership dell'Imam martirizzato, siamo obbedienti e pronti ad attuare gli ordini e le direttive del membro eletto dell'Assemblea degli Esperti, l'ayatollah Imam Seyyed Mojtaba Khamenei, come Guida Suprema", si legge ancora. Ora "saremo più potenti, risoluti e jihadisti che mai sulla scena, nel preservare i risultati della Rivoluzione Islamica sotto la guida del leader e comandante in capo delle Forze Armate", assicurano.
ore 10.18 Libano: 17 morti in raid Idf nell'est e sud, 780mila gli sfollati
Si aggrava il bilancio degli attacchi israeliani di oggi nel sud e nell'est del Libano, mentre raid dell'Idf sono in corso, anche su Beirut e la sua periferia meridionale. Secondo le autorità sanitarie e i media locali, almeno 17 persone sono state uccise nelle scorse ore e decine sono rimaste ferite. Nella città di al-Shahabiya, nel distretto di Tiro, gli attacchi israeliani "hanno provocato il martirio di sette cittadini e il ferimento di altri 11", ha affermato il ministero della Salute libanese in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa nazionale ufficiale.
Nella valle orientale della Beqaa, secondo la stessa fonte, un attacco nella città di Tamnin al-Tahta ha ucciso sette persone e ne ha ferite 18. Nella cittàdi Ali al-Nahr, altre cinque sono rimaste ferite. L'agenzia di stampa statale riferisce che altre tre persone sono state uccise in un attacco nell'area di Bint Jbeil nel sud del Libano questa mattina presto.
Questo pesante bilancio si aggiunge a quello di ieri, confermato dal quotidiano L'Orient le Jour, di almeno 28 morti in alcuni villaggi del Libano meridionale, dove squadre di soccorso sono state colpite dai raid israeliani mentre continuavano la ricerca di persone disperse sotto le macerie degli edifici precedentemente presi di mira dall'esercito israeliano. Il ministero degli Affari Sociali libanese ha riferito che circa 780mila persone si sono registrate come sfollate dall'inizio dell'escalation, di cui circa 120mila sono attualmente rifugiate in strutture governative ufficiali. Ieri, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha evacuato il personale dalla città di confine di Alma ash-Shaab.
ore 10.17 - Terza nave colpita a Hormuz, una cargo portarinfuse
Una nave portarinfuse è diventata stamattina la terza ad essere colpita da un proiettile nei pressi dello Stretto di Hormuz, la principale rotta di navigazione che è diventata un punto focale nella guerra con l'Iran. Secondo quanto riferito dall'UKMTO, l'autorità marittima responsabile della regione, la nave è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" mentre si trovava a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai. Secondo UKMTO, l'equipaggio della nave è al sicuro e non vi è alcun impatto ambientale.
ore 9.56 - Libano: raid dell'Idf nella valle della Bekaa, 7 morti e 18 feriti
Un attacco aereo israeliano sulla valle della Bekaa, roccaforte del gruppo filo-iraniano Hezbollah nel Libano orientale, ha causato almeno sette morti e 18 feriti. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese. Secondo la National News Agency, l'attacco ha preso di mira un edificio abitato da una famiglia di rifugiati siriani nella località di Temnine (o Tamnin al-Taht), di cui quattro sarebbero stati uccisi. L'esercito israeliano ha preso di mira la valle orientale della Bekaa, al confine con la Siria, dall'inizio della sua campagna aerea contro il Libano dieci giorni fa, dove finora ha già condotto due operazioni con elicotteri.
ore 9.47 - Teheran: "colpiremo banche e centri economici israeliani e americani"
L'Iran ha condannato il bombardamento israeliano contro la sede di una banca a Teheran, avvenuto nelle scorse ore, avvertendo che d'ora in poi Teheran è autorizzato a colpire centri finanziari e interessi economici di Israele e degli Stati Uniti. "Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca, ci riserviamo la possibilià di fare lo stesso", ha dichiarato il quartier generale di emergenza dell'Iran, il comando Khatam al-Anbiya. "Con questa azione illegittima e non convenzionale in guerra, il nemico ci ha lasciato la possibilità di attaccare centri economici e banche appartenenti a Stati Uniti e Israele", ha affermato la stessa fonte iraniana. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il raid israeliano su una banca a Teheran ha causato la morte di un impiegato.
"Il nemico ci ha dato carta bianca per colpire i centri economici e le banche" di Stati Uniti e Israele nella regione, ha avvertito il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, affiliato al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato. Secondo i media locali, l'attacco aereo israelo-americano avvenuto durante la notte ha "ucciso i dipendenti" di una banca nella capitale, Teheran, che stavano lavorando "in via eccezionale" per prepararsi al pagamento degli stipendi del mese.
9.03 - Seconda nave colpita al largo degli Emirati
Un'altra nave è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" al largo degli Emirati Arabi Uniti, il secondo lanciato in poche ore. Lo ha dichiarato l'Organizzazione britannica per la sicurezza marittima (Ukmto). Il capitano di una nave portarinfuse, situata a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, "ha riferito che la sua nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto", secondo l'agenzia. "Non è stato segnalato alcun impatto ambientale. L'equipaggio è al sicuro", ha aggiunto la stessa fonte.
ore 8.51 - Libano: Idf, completata una nuova ondata attacchi contro Hezbollah
L'esercito israeliano ha affermato di aver completato una "nuova ondata di attacchi" contro Dahiyeh, sobborgo a sud di Beirut storica roccaforte della milizia sciita Hezbollah. Lo hanno dichiarato le Forze di Difesa Israeliane (Idf). "Questa mattina, le Idf hanno completato una nuova ondata di attacchi a Dahiyeh, Beirut, contro i centri di comando di Hezbollah e le strutture in cui l'organizzazione immagazzinava armi", ha specificato il comunicato militare. Le Idf hanno anche riferito di aver attaccato martedi' un centro di comando di Hezbollah nella zona di Tiro (sud). "Le Idf stanno operando con determinazione contro Hezbollah a causa della loro decisione di attaccare deliberatamente Israele per conto del regime iraniano e non tollereranno alcun danno ai residenti dello Stato di Israele" ha concluso la breve dichiarazione militare. La campagna di bombardamenti israeliana contro il Libano ha già provocato quasi 500 morti e oltre 1.300 feriti, causando lo sfollamento di oltre 700mila persone all'interno del Paese.
ore 8.07 - Quattro morti in raid nel centro di Beirut, ordine di evacuazione dell'Idf
Almeno quattro persone sono state uccise in un attacco israeliano contro un appartamento nel centro di Beirut, avvenuto durante la notte. Lo hanno riferito i media libanesi, anche se al momento il bilancio non è stato ancora confermato dalle autorità locali. L'attacco, sul quale le Idf non hanno rilasciato commenti, è avvenuto al centro della capitale libanese mentre solitamente viene presa di mira la roccaforte di Dahiyeh degli Hezbollah, nella periferia sud della città, che le forze israeliane hanno poi ordinato di evacuare.
ore 7.22 - Nave cargo colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio evacuato
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare. Lo ha dichiarato l'Agenzia marittima britannica per le operazioni commerciali (Ukmto). "E' stato riferito che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo", ha affermato l'agenzia specializzata. La nave cargo, che si trovava a 11 miglia nautiche a nord dell'Oman, "ha richiesto assistenza e l'equipaggio è in procinto di evacuare la nave", ha aggiunto l'Ukmto.
ore 7.09 - Nyt, Teheran sta migliorando le tattiche contro Usa e Israele
L'esercito iraniano sta adattando e migliorando le sue tattiche per contrastare le operazioni statunitensi e israeliane con il progredire della guerra. Lo ha affermato il New York Times, citando funzionari della sicurezza americani. I funzionari militari statunitensi fanno riferimento, ad esempio, al fatto che l'Iran abbia preso di mira i sistemi di difesa aerea e i radar americani nella regione. Inoltre, milizie sostenute dall'Iran hanno attaccato gli hotel in cui alloggiano soldati americani, dimostrando che l'Iran è consapevole del fatto che Washington ospita truppe negli hotel della regione, secondo un alto funzionario militare statunitense.
ore 5.26 - Iran: capo della polizia, chi protesta sarà considerato un nemico
Il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che "chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante". "Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto", ha aggiunto il capo della polizia iraniana. "Se qualcuno si fa avanti in linea con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, lo considereremo un nemico. E gli faremo quello che faremmo a un nemico. Lo tratteremo nello stesso modo in cui trattiamo i nemici", ha affermato Radan, "tutte le nostre forze sono pronte, con le dita sul grilletto, pronte a difendere la loro rivoluzione".