AGI - Si allarga ancora in Medio Oriente il conflitto scatenato dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran sabato. Dopo che Teheran ha trascinato nella guerra anche i paesi del Golfo, ora è Israele ad aprire un fronte con il Libano, dove di contano già 31 i morti e 149 i feriti.
Mentre non si spengono gli altri focolai, con gli alleati che durante la notte hanno martellato la capitale iraniana e le forze di Teheran che hanno preso di mira ancora li siti militari Usa in Bahrein e Iraq.
E un drone è arrivato anche sulla base britannica di Akrotiri, a Cipro, con i caccia della Raf che si sono alzati in volo. Intanto continua anche la battaglia delle narrazioni contrapposte.
Nuove esplosioni sono state udite ad Abu Dhabi, Dubai, Doha e Manama
La battaglia delle narrazioni e le dichiarazioni di Trump
ll presidente americano Donald Trump ha rivendicato il successo dell'azione tale che, ha detto, "gli ottimi candidati" individuati per il dopo-Khamenei per guidare la successione in Iran "sono tutti morti".
Trump ha anche rivelato di essere stato "contattato da qualcuno a Teheran" evidentemente disposto a trattare. Quel "qualcuno" non sarebbe Ali' Larijani, massimo responsabile ora della sicurezza e per molti in predicato di sostituire Khamenei.
Il Wall Street Journal ha scritto che tramite l'Oman ha cercato un abboccamento con Washington per riprendere i negoziati sul nucleare. Ma lui ha smentito con sdegno. "Non negozieremo con gli Stati Uniti", ha chiarito.
E anzi, ha contrattaccato, citando le preoccupazioni di Trump per altri morti tra le file americane oltre ai tre soldati che hanno perso la vita sabato.
"Con le sue azioni deliranti, ha trasformato il suo slogan personale 'America First' in 'Israel First' e sacrificato soldati americani per la sete di potere di Israele. E con nuove bugie, impone ancora una volta il prezzo del suo culto della personalita' ai soldati e alle famiglie americane", ha detto.
La condanna dei paesi della regione
Ma contro Teheran non ci sono solo Usa e Israele. I paesi della regione più o meno bersagliati da attacchi iraniani hanno diffuso una nota congiunta di condanna con gli Stati Uniti.
"Colpire civili e paesi non impegnati in ostilità è sconsiderato e destabilizzante", si legge nella dichiarazione firmata dal dipartimento di Stato americano con Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Teheran ha provocato "una pericolosa escalation che viola la sovranità di più stati e minaccia la stabilità regionale", hanno avvertito.
Nuovo fronte in Libano
E oggi il contagio si è diffuso al Libano. A dar fuoco alle poveri è stato Hezbollah, che nella notte ha lanciato razzi e droni sul vicino per la prima volta dal novembre del 2024, quando fu firmato l'accordo di cessate il fuoco.
Non ci sono stati danni, ma le forze israeliane sono subito entrate in azione. L'Idf ha diramato un ordine di evacuazione a 53 villaggi del sud, con migliaia di persone che hanno subito cercato di trovare riparo andando verso nord, e iniziato ad attaccare i sobborghi meridionali di Beirut, tradizionale roccaforte del Partito di Dio.
Dura la reazione delle istituzioni libanesi che avevano fatto di tutto per non essere trascinate ancora una volta nell'arena. Il lancio di missili "va contro tutti gli sforzi e le misure intraprese dallo Stato libanese per tenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione", ha dichiarato il presidente Joseph Aoun in un comunicato in cui ha anche deplorato "l'insistenza nell'usare ancora una volta il Libano come piattaforma per guerre che non lo riguardano".