AGI - Con un punto stampa inaspettato, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l'applicazione provvisoria dell'accordo di libero scambio con il Mercosur. Una decisione arrivata all'indomani della ratifica dell'intesa da parte di Argentina e Uruguay, due dei quattro Paesi membri dell'alleanza commerciale siglata lo scorso 17 gennaio in Paraguay.
In Europa, l'applicazione era stata bloccata dal voto del Parlamento Ue, che aveva chiesto un rinvio alla Corte di giustizia sulla sua legalità: un passaggio che congela il voto dell'Eurocamera per almeno 18-24 mesi.
Le reazioni politiche all'accordo
L'annuncio di questa mattina è stato quindi bollato da alcuni gruppi politici contrari all'accordo come uno "strappo", "un abuso di potere", "un danno per le istituzioni Ue" e una "forzatura democratica".
La visione di von der Leyen sul Mercosur
"Il Mercosur è uno degli accordi commerciali più significativi della prima metà di questo secolo. È una piattaforma di profondo impegno politico con partner che vedono il mondo come noi e che credono nell'apertura, nel partenariato e nella buona fede. Partner che comprendono che un commercio aperto e basato su regole produce risultati positivi per tutti", ha dichiarato von der Leyen annunciando l'applicazione provvisoria dell'accordo Ue-Mercosur.
Benefici attesi per l'Europa
"Il Mercosur incarna lo spirito con cui l'Europa agisce sulla scena globale. L'Europa sta diventando più forte e più indipendente: le nostre imprese, i nostri lavoratori e i nostri cittadini ne raccoglieranno i frutti, e dovrebbero raccoglierli il prima possibile. Si tratta di resilienza, di crescita e dell'Europa che plasma il proprio futuro", ha aggiunto il capo dell'esecutivo Ue.
L'opposizione della Francia e le preoccupazioni degli agricoltori
La decisione arriva nonostante la forte opposizione della Francia, che teme ripercussioni per i propri agricoltori, preoccupati dalla concorrenza di prodotti sudamericani a prezzi più bassi. Il presidente Emmanuel Macron l'ha definita "una brutta sorpresa" figlia di un "cattivo approccio". Per il capo dell'Eliseo, si tratta di "una grande responsabilità nei confronti degli agricoltori europei che hanno espresso preoccupazioni e nei confronti dei cittadini europei".
Le reazioni degli stati membri e la protesta dei trattori
Ora si teme un ritorno in piazza dei trattori, già mobilitati nelle scorse settimane in molte città europee Bruxelles compresa contro l'accordo. L'Italia, Germania e Spagna, invece, si sono espressi favorevolmente alla decisione che secondo loro apre grandi possibilità per le imprese in un momento in cui i mercati sono contrassegnati dall'incertezza.
Competenze e limiti dell'applicazione provvisoria
Von der Leyen ha ricordato che gli Stati membri avevano già autorizzato la Commissione a procedere con l'applicazione provvisoria, sottolineando che l'accordo potrà essere pienamente concluso solo dopo il via libera del Parlamento europeo. Con l'applicazione provvisoria entreranno in vigore solo le parti dell'intesa che rientrano nelle competenze esclusive dell'Ue, come la riduzione dei dazi e l'accesso ai mercati.
Tempistiche e opportunità economiche
"L'applicazione provvisoria inizierà il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui l'Ue e l'Uruguay si scambieranno note verbali", ha precisato un portavoce della Commissione, chiarendo che lo scambio non è ancora avvenuto. Secondo l'esecutivo europeo, l'intesa offre "innumerevoli opportunità", soprattutto per le piccole e medie imprese. L'accordo elimina i dazi su oltre il 90% degli scambi tra l'Ue e i quattro Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay), creando una delle più grandi zone di libero scambio al mondo, che coinvolgerà più di 700 milioni di persone. Nelle stime della Commissione, entro il 2040 l'intesa potrebbe generare un aumento di 77,6 miliardi di euro del Pil europeo e una crescita del 39% delle esportazioni.
Le sfide politiche future
La mossa della Commissione apre ora una fase politicamente delicata, in cui Bruxelles dovrà gestire le tensioni con gli Stati membri più critici e con un Parlamento europeo che ha già mostrato la volontà di rallentare il dossier.