AGI - Alle Olimpiadi di Milano-Cortina per la finale di hockey Usa-Canada non ci sarà Donald Trum ma Kash Patel, il 45enne il capo dell'Fbi e grande appassionato di hockey. Patel ha assistito alla vittoriosa semifinale contro la Slovacchia e si tratterrà per assistere alla super sfida per la medaglia d'oro in programma domani alle 14.10, in un derby nordamericano ancora più sentito dopo le tensioni sui dazi.
Kashyap Pramod Vinod Patel, che compirà 46 anni il 25 febbraio, è nato a New York da genitori indiani ed è cresciuto nella fede indù. Nei mesi scorsi è stato oggetto di polemiche per un utilizzo dei voli di Stato giudicato troppo disinvolto. Né è questa l'unica controversia che ha investito uno dei volti del mondo 'Maga' più intransigenti e per questo voluto da Donald Trump a capo di un'agenzia con la quale, durante il suo primo mandato da presidente degli Stati Uniti, si era scontrato a causa del caso Russiagate.
L'epurazione dei funzionari sgraditi a Trump nell'Fbi
Forte di un mandato politico così solido, Patel, insediatosi esattamente un anno fa, aveva presto provveduto a licenziare decine di funzionari dell'Fbi ritenuti ostili all'amministrazione, alcuni dei quali sarebbero addirittura stati sottoposti alla 'macchina della verità' per verificarne la lealtà. La purga gli procurò però numerosi nemici che furono lesti nel rivolgersi ai media per denunciare numerosi comportamenti di Patel ritenuti non adeguati al suo ruolo. E che molti articoli in materia siano stati pubblicati da testate non certo avverse a Trump, come il Wall Street Journal, sono un segnale di quanto questa figura sembri risultare poco gradita anche a molti funzionari fedeli al presidente, tra i ranghi dell'Fbi come al Dipartimento di Giustizia o alla stessa Casa Bianca.
I viaggi privati di Patel
È proprio il Wall Street Journal ad aver tracciato i voli di Stato utilizzati da Patel per numerosi viaggi privati, tra cui nove a Las Vegas, la città dove viveva prima di trasferirsi a Washington, e sette a Nashville, dove risiede la sua fidanzata, la cantante country Alexis Wilkins. In alcuni casi, secondo i media Usa, Patel avrebbe addirittura dispiegato uomini della Swat, l'unità di elite dell'Fbi, per fare da guardie del corpo a Wilkins.
Rimborsi e controversie sui voli
Se al direttore dell'Fbi, per motivi di sicurezza, è sempre richiesto di utilizzare jet dell'amministrazione per i suoi spostamenti, nel caso di utilizzo personale tali viaggi devono essere rimborsati di tasca propria e, a quanto emerge dalle indiscrezioni, parrebbe che Patel si sia recato invece ad assistere a incontri di wrestling a spese dei contribuenti. Alcuni di questi voli, peraltro, sarebbero avvenuti quando, in pieno shutdown, i dipendenti dell'Fbi si trovavano a casa senza stipendio. E la controversia avrebbe certamente avuto meno risonanza se un paio d'anni prima Patel, all'epoca tra le voci mediatiche più seguite del movimento 'Maga', non avesse accusato il suo predecessore, Chris Wray, di utilizzare voli di Stato per andare in vacanza.
Investimenti controversi e irritazione di Trump
Se Patel ha sempre reagito agli attacchi bollando i suoi critici come "hater in cerca di clic", il Wall Street Journal scrive che Trump avrebbe espresso più volte irritazione nei suoi confronti fino al punto di intimargli di limitare i suoi viaggi. Le diatribe a proposito del direttore dell'Fbi non si sarebbero però limitate solo a questo aspetto. Sotto la lente sono finiti spesso gli investimenti dell'alto funzionario in compagnie come Shein, la società di fast fashion cinese accusata di sfruttare manodopera a basso costo, in particolare in India, la nazione da cui ha origine la famiglia dello stesso Patel. Il capo del Bureau si è sempre difeso affermando che i suoi affari non interferiscono con la sua carica ma di certo possedere una quota di Shein non si sposa bene con il far parte di un'amministrazione che tuona così spesso contro la concorrenza sleale del Dragone.
Gestione delle indagini e protocollo
Ancora più serie sono le questioni che riguardano lo scarso rispetto del protocollo nella gestione delle indagini più delicate. Celebre è il caso dell'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, quando Patel annunciò la cattura di un sospetto ben ventiquattro ore prima che il presunto omicida si consegnasse spontaneamente alle forze dell'ordine. Il quarantacinquenne si limitò a replicare che, nella concitazione del momento, avrebbe dovuto esprimersi meglio. Altrettanto imbarazzo suscitò l'annuncio, lo scorso 31 ottobre, di un "potenziale attentato terrorista sventato dall'Fbi" in Michigan del quale la polizia locale non sapeva nulla. Il procuratore competente non aveva infatti ancora emesso nessuna accusa formale. Solo giorni dopo, conclusa la prima fase delle indagini, un gruppo di giovani fu ufficialmente incriminato per aver fatto incetta di armi da utilizzare per un attentato ispirato all'ISIS e diretto contro i locali gay.