AGI - L'applicazione di messaggistica WhatsApp ha reso noto attraverso il proprio profilo X che la Russia "ha tentato il blocco totale" dell'app per spingere gli utenti verso un servizio concorrente controllato dallo Stato, con un potenziale impatto su 100 milioni di utenti.
"Oggi il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un'app di sorveglianza di proprietà statale", ha scritto. "Cercare di isolare oltre 100 milioni di utenti da comunicazioni private e sicure è un passo indietro e non può che portare a una minore sicurezza per i cittadini russi. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi".
Repressione e accuse contro le app straniere
L'autorità di regolamentazione russa aveva già imposto restrizioni all'app Telegram questa settimana, l'ultimo passo di una più ampia repressione dei social network con sede all'estero. Accusa l'app di "violare" la legge russa, in particolare di non fare abbastanza per impedirne l'uso "a fini terroristici".
Telegram: il contesto e i blocchi precedenti
Fondata dal russo Pavel Durov, che ha acquisito la cittadinanza francese, Telegram è uno dei due servizi di messaggistica più popolari in Russia, insieme a WhatsApp, il cui funzionamento è già stato ampiamente bloccato nel Paese da gennaio per gli stessi motivi.
L'alternativa statale: l'app Max
Le autorità stanno incoraggiando i russi a utilizzare Max, una nuova app di messaggistica promossa da Mosca ma attualmente molto meno popolare. Lanciata dal gigante russo dei social media VK nel 2025, Max si presenta come una super-app che fornisce accesso sia ai servizi governativi che agli store online. L'estate scorsa, la Russia aveva già vietato agli utenti di effettuare chiamate su Telegram e WhatsApp.
Il Cremlino conferma
La Russia ha bloccato il servizio di messaggistica WhatsApp per non aver rispettato la legislazione russa. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, confermando le voci circolate in mattinata dopo che il servizio non era più disponibile. "Una decisione del genere è stata effettivamente presa e attuata", ha dichiarato ai giornalisti che gli chiedevano del divieto, per la "riluttanza di WhatsApp a rispettare le norme e la legge russa".