AGI - La domanda che si fanno giornalisti, complottisti e politici di Washington è se esistano immagini video compromettenti dei frequentatori della rete di minorenni messa in piedi da Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.
Molte vittime hanno raccontato negli anni di aver avuto la sensazione di essere spiate. Lo stesso Epstein appare nei file resi pubblici dal dipartimento di Stato come uno che cercasse di raccogliere prove compromettenti da usare per ricatti oppure per accreditarsi come aspirante "agente segreto" per conto di Paesi stranieri.
I contatti di Epstein con il Mossad
Dai documenti è emerso che Epstein coltivava contatti con l'intelligence israeliana e con quella russa, seguendo le orme del padre della sua complice, Robert Maxwell, che negli anni '70 era un asset del Kgb, i servizi segreti russi, e del Mossad, quelli israeliani. Adesso sappiamo che Epstein coltivava davvero l'idea di seminare telecamere segrete nelle sue residenze. Dai file resi pubblici dal dipartimento di Giustizia è emerso che il finanziere, nel 2014, ordinò a uno dei suoi assistenti di procurarsi telecamere nascoste, probabilmente da installare nella sua casa di Palm Beach, in Florida. "Prendiamo tre telecamere nascoste con sensore di movimento, che registrino", scrisse Epstein a Larry Visoski, il suo pilota di lunga data, il quale ha raccontato di aver talvolta installato apparecchiature audio e video per Epstein nelle sue residenze. Visoski rispose che aveva già acquistato due telecamere con sensore di movimento in un negozio che vendeva apparecchiature di sorveglianza a Fort Lauderdale, in Florida, e che stava cercando di capire come funzionassero. "È incredibile quanto siano piccole", scrisse, aggiungendo che potevano registrare per 64 ore. "Le sto installando dentro scatole di Kleenex ora. Te le porto più tardi", aveva aggiunto.
Il giallo delle telecamere
La scorsa estate il 'New York Times' ha pubblicato fotografie che mostravano una telecamera montata nell'angolo della camera da letto principale nella sua sontuosa townhouse dell'Upper East Side. Un'altra era nascosta nelle decorazioni di una stanza adiacente. Un'altra telecamera era stata installata vicino a una serie di bagni sullo stesso piano della camera da letto di Epstein. La presenza di queste telecamere è in contrasto con quanto affermato in passato dalle autorità federali. Lo scorso marzo, ad esempio, i procuratori federali di Manhattan hanno fornito ai vertici dell'Fbi una descrizione delle prove video recuperate dagli investigatori nelle proprietà di Epstein. L'email affermava che, quando gli agenti dell'Fbi avevano fatto irruzione nelle sue case di New York e delle Isole Vergini americane dopo che era stato incriminato per traffico sessuale nel luglio 2019, avevano cercato telecamere di sorveglianza, ma senza trovarle. Nel corso degli anni, Epstein ha discusso delle 'videocam' di sorveglianza in vari contesti. In un'email del 2012 chiese a un conoscente di "suggerire alcune telecamere di sicurezza abilitate al web". Tre anni dopo, qualcuno gli inviò via email un link a un articolo di un giornale britannico che ipotizzava la possibilità che Epstein registrasse segretamente gli ospiti con congegni nascosti nelle camere da letto. "Tutte invenzioni", aveva risposto Epstein. "Scrivono solo quello che vogliono".
Telecamere nascoste e indagini passate
In realtà non sembrano esserci dubbi sul fatto che il finanziere avesse in passato installato telecamere in almeno una delle sue proprietà. Nel 2005, mentre la polizia di Palm Beach stava indagando su Epstein per stupro e abusi sessuali su ragazze, i detective perquisirono la sua abitazione. Un funzionario di polizia scrisse più tardi in un rapporto di aver "trovato due telecamere nascoste". Entrambe erano nascoste all'interno di orologi, una nel garage di Epstein e l'altra accanto alla sua scrivania. Al momento del suo arresto nel 2019, una stanza nella casa di Epstein a New York - lungo un corridoio a partire dal grande atrio - aveva monitor collegati a telecamere puntate verso l'esterno e l'ingresso della casa, secondo il 'New York Times'. Su una porta c'era un cartello rosso con la scritta 'Sorveglianza video 24 ore su 24'. Epstein riprese davvero i suoi amici per ricattarli? Secondo i complottisti, ci sarebbero video compromettenti che riguardano pezzi grossi della finanza e della politica americana e internazionale, e forse lo stesso Donald Trump, verso il quale Epstein aveva mostrato di nutrire sentimenti di vendetta. Ma finora non sono emerse tracce.