AGI - Un tribunale in Iran ha condannato la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi a sei anni di carcere. "È stata condannata a sei anni di carcere per associazione a delinquere e collusione per commettere reati", ha dichiarato il suo legale, l'avvocato Mostafa Nili, aggiungendo che le è stato anche imposto il divieto di lasciare il Paese per due anni.
Mohammadi è stata inoltre condannata a un anno e mezzo di carcere per attività di propaganda e all'esilio per due anni nella città di Khosf, nella provincia orientale del Khorasan meridionale, ha aggiunto.
Arrestato il noto attivista politico Ghorban Behzadian-Nejad
L'Iran ha arrestato il noto attivista politico Ghorban Behzadian-Nejad per un manifesto critico nei confronti della Repubblica islamica, in seguito alla brutale repressione delle proteste antigovernative di gennaio, e in cui si chiedeva la formazione di un'assemblea costituente per superare il regime.
Behzadian-Nejad è stato arrestato nella sua abitazione a Teheran, secondo quanto riportato dal quotidiano riformista Shargh. Behzadian-Nejad, consigliere di Mir Hossein Mousavi, uno dei leader del movimento dell'Onda Verde del 2009, che si trova agli arresti domiciliari da 15 anni, è stato uno dei firmatari del documento noto come "Dichiarazione dei 17", pubblicato a fine gennaio.
I punti del manifesto
Il manifesto chiede un referendum "libero e trasparente", la formazione di un'assemblea costituente, la fine della Repubblica islamica, e si schiera a sostegno delle recenti proteste.
La scorsa settimana, le autorità iraniane hanno arrestato altri tre firmatari della dichiarazione, tra cui lo sceneggiatore Mehdi Mahmoudyan, candidato all'Oscar per il film 'Un semplice incidente' di Jafar Panahi. Insieme a lui sono stati arrestati anche gli attivisti Vida Rabbani e Abdullah Momeni.
Tra gli altri firmatari del manifesto figurano lo stesso regista Panahi, attualmente negli Stati Uniti per la promozione del film agli Oscar; il collega Mohammad Rasoulof, rifugiato in Germania; la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, al momento in carcere e la vincitrice del Premio Sakharov Nasrin Sotoudeh.
La repressione delle proteste
Il documento attribuisce alla Guida Suprema, Ali Khamenei, la responsabilità della morte di migliaia di persone nelle proteste iniziate a dicembre per il crollo della valuta nazionale, ma che si sono presto diffuse in tutto il Paese chiedendo la fine della Repubblica islamica.Il movimento di piazza è stato represso nel sangue con migliaia di vittime e un prolungato blackout delle comunicazioni imposto dalle autorità. Il regime ha riconosciuto la morte di 3.117 persone; tuttavia, organizzazioni per i diritti umani come Hrana, con sede negli Stati Uniti, hanno accertato l'uccisione di 6.961 e stanno lavorando per verificare più di altri 11.600 possibili decessi; gli arresti sono stimati in circa 51.000.