AGI - Dopo la pubblicazione dei nuovi file Epstein, l'ex primo ministro britannico Gordon Brown ha chiesto di "ripulire il sistema" e di migliorare i processi di selezione governativi dopo la diffusione di documenti che mostrano come il suo allora ministro per le Imprese, Peter Mandelson, abbia filtrato informazioni riservate al miliardario statunitense e pedofilo Jeffrey Epstein.
In un'intervista a Radio 4 BBC, Brown, che ha guidato il governo laburista tra il 2007 e il 2010, ha detto di essersi sentito "sconvolto, triste, indignato, tradito e deluso" nel venire a conoscenza delle attività di Mandelson, emerse dopo la pubblicazione da parte dell'amministrazione statunitense degli archivi sul caso Epstein.
Quei pagamenti di Epstein alla fine degli anni 2000
Secondo quei documenti, Mandelson - già commissario europeo al Commercio tra il 2004 e il 2008 - informò nel 2009 Epstein che il Regno Unito stava pianificando la vendita di asset pubblici in risposta alla crisi creditizia del 2008 e lo avvisò nel 2010 che l'Unione europea aveva chiuso un pacchetto di aiuti alla Grecia per evitare che la crisi del debito si estendesse all'intera area euro. Gli archivi mostrano inoltre che Epstein, morto in carcere nel 2019 mentre stava scontando una condanna per traffico sessuale di minori, effettuò diversi pagamenti al politico britannico e rivelano l'esistenza di una relazione stretta tra i due, che includeva messaggi a sfondo sessuale.
Le indagini e le pressioni su Keir Starmer
Martedì scorso Brown ha trasmesso alla polizia informazioni per agevolare le indagini su Mandelson, che ha rinunciato al seggio alla Camera dei Lord e alla sua iscrizione al Partito laburista. Scotland Yard prosegue intanto le perquisizioni in due proprietà legate all'ex politico, che nega di aver commesso reati. Il primo ministro laburista in carica, Keir Starmer, è sotto pressione per spiegare perché abbia nominato Mandelson ambasciatore negli Stati Uniti nel febbraio 2025, quando la sua amicizia con Epstein era già di dominio pubblico. Starmer, che lo ha destituito lo scorso settembre dopo le prime rivelazioni concrete degli archivi, sostiene che il processo di selezione aveva evidenziato quella relazione ma che, durante il colloquio, Mandelson "ha mentito ripetutamente" per minimizzarla. Brown ha riconosciuto che, come lui, anche Starmer ha commesso un errore nel fidarsi di Mandelson, ma ha assicurato che il leader laburista "è un uomo integro" e che "vuole fare le cose per bene", invitandolo a promuovere una legislazione per rafforzare le procedure di nomina e garantire l'idoneità dei candidati agli incarichi di governo.