AGI - Arriva il passaporto per i cammelli. Il Ministero dell'Ambiente, dell'Acqua e dell'Agricoltura dell'Arabia Saudita ha lanciato un nuovo strumento normativo e digitale volto a riorganizzare l'intero settore, documentare la proprietà e l'identità dei capi e migliorare l'efficienza dei servizi veterinari. Il progetto, inaugurato dal viceministro Mansour Al-Mushaiti, rientra nel programma nazionale per lo sviluppo del settore zootecnico e della pesca, con l'obiettivo di creare un quadro digitale unico per la gestione dei dati sanitari e genetici.
Secondo le informazioni rese note, il passaporto funzionerà come un documento d'identità completo, associato a un microchip, e conterrà informazioni dettagliate quali nome del camelide, data e luogo di nascita, razza, sesso, colore e fotografie laterali per una verifica precisa dell'identità. Il sistema integra inoltre un registro vaccinale certificato dai veterinari competenti, garantendo la tracciabilità degli interventi sanitari e aumentando la trasparenza nelle transazioni commerciali e nelle aste, sia locali sia internazionali.
Impatto economico e obiettivi strategici
L'iniziativa punta a incrementare il valore di mercato del settore, stimato complessivamente in circa 11,3 miliardi di euro (pari a 50 miliardi di riyal), basando le valutazioni economiche su dati certi relativi a pedigree e stato di salute. Con una popolazione registrata di oltre 2,1 milioni di capi, l'Arabia Saudita intende utilizzare queste banche dati per una pianificazione strategica della distribuzione del bestiame e per programmi di miglioramento genetico, in linea con gli obiettivi di diversificazione economica di Vision 2030.
L'anno del cammello e la tutela dei proprietari
L'introduzione di questo sistema di registrazione arriva in un periodo di forte enfasi culturale per il Paese, che ha designato il 2024 come "Anno del Cammello" per celebrare il legame storico tra la popolazione e questo animale, simbolo nazionale e risorsa fondamentale per la produzione di latte e carne. Il passaporto digitale servirà anche a tutelare i diritti dei circa 80.000 proprietari stimati in Arabia Saudita, facilitando il trasporto dei capi e i passaggi di proprietà ufficiali.