AGI - Italia e Germania “non sono mai state così allineate da decenni” e tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il cancelliere Friedrich Merz vi sono una “sintonia” e una “familiarità” che Thomas Bagger, da cinque mesi ambasciatore tedesco a Roma, afferma di non aver mai riscontrato tra le due maggiori potenze industriali europee. Il vertice intergovernativo dello scorso 23 gennaio ha segnato un nuovo rafforzamento della cooperazione italo-tedesca, un cui primo risultato concreto è il Consiglio Ue straordinario del prossimo 12 febbraio, durante il quale Mario Draghi ed Enrico Letta assisteranno a una discussione politica sulle agende da loro elaborate in materia di competitività e mercato unico dei capitali. L’unità d’intenti tra Roma e Berlino era stata sottolineata il giorno prima da Merz nel suo denso discorso al Forum di Davos.
Un avvicinamento per certi versi inedito
Questo avvicinamento, per certi versi inedito, fa dire al diplomatico sessantenne, durante la lezione tenuta il 2 febbraio nell’aula magna della John Cabot University, nel cuore di Trastevere, di sentirsi “l’ambasciatore al momento giusto”, ovvero un 2026 che, nel titolo sulla brochure, è definito “un anno di opportunità per la Germania e l’Italia nel pieno di cambiamenti geopolitici”.
Mutamenti tra i quali vi è anche l’incrinarsi dell’asse franco-tedesco, tradizionale architrave della costruzione europea. Bagger è molto schietto nell’ammettere che al nuovo sodalizio con Roma ha aperto la strada l’attuale difficoltà nel lavorare con una Francia e una Polonia che, al momento, vede "bloccate da problemi interni".
"Momento speciale"
“È un momento speciale per le relazioni tra Germania e Italia”, ribadisce Bagger, che, in un’intervista all’Agi prevede che “l'ampia agenda sulla competitività sarà il tema principale del vertice dei leader del 12 febbraio”. “Ma non si risolverà in una riunione o in un vertice di un giorno”, sottolinea, “è più un modo per cercare di dare forma all'agenda del 2027 nei mesi e negli anni a venire”. Ci sono “diversi elementi”, spiega: “Uno riguarda la politica normativa e la semplificazione. Uno riguarda la politica industriale e come rafforzare l'innovazione europea nelle nuove tecnologie e in nuovi settori. E il terzo è molto importante: come mobilitare la necessaria potenza finanziaria in Europa per mettere a frutto al meglio la nostra forza e le nostre capacità innovative, la nostra creatività, al fine di rafforzare l'Europa”.
“Penso che su tutti questi fronti Germania e Italia abbiano un ruolo importante da svolgere”, prosegue l’ambasciatore, “quando parlo con i colleghi a Berlino, sento dire che sulla maggior parte dei dossier di politica industriale che vengono negoziati a Bruxelles in questi giorni la posizione italiana è in realtà quella più in linea con la nostra. Ed è positivo che ora ci sia una comunicazione diretta e permanente su come possiamo unire le nostre forze e, si spera, convincere quanti più paesi europei possibile a seguire questa strada”. La politica industriale è legata alla politica energetica, della quale entrambi i leader hanno suggerito un ripensamento. “Credo che abbiamo prospettive diverse, situazioni diverse, anche quando consideriamo la politica energetica in Italia e in Germania”, osserva Bagger, “non dovremmo limitarci ai disaccordi che abbiamo, ad esempio, sull'energia nucleare, c'è molta cooperazione pratica che possiamo portare avanti”.
L'intervento di Merz a Davos
Inevitabile menzionare l’intervento a Davos di Merz, che ha chiesto un’Europa “sovrana e indipendente”. Il caso dell’accordo con il Mercosur fermato dall’Europarlamento e le richieste di revisione del principio di unanimità aprono un dibattito molto articolato sull’opportunità di cambiamenti istituzionali nell'architettura Ue. “Il Cancelliere Merz ha tenuto diversi discorsi a Davos e, questa settimana, al Bundestag. Tra 10 giorni interverrà alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco per descrivere il più chiaramente possibile le scelte dell'Europa, ma anche l'urgenza di agire", risponde Bagger, "alcune di queste cose non accadranno da qui all'anno prossimo. Ci vorrà più tempo”. E anche sulle riforme, aggiunge, “c’è certamente un dialogo molto serio tra la leadership di Berlino e quella di Roma”.
“Non so dove andrà a finire il dibattito sulla riforma europea o quale sarà il suo esito ma è importante iniziarlo”, conclude l’ambasciatore tedesco, “penso che sia questo che unisce Germania e Italia. Sappiamo entrambi che non c'è un buon futuro per i nostri Paesi senza un'Unione Europea forte”. E a renderla tale contribuirà “il nuovo livello di cooperazione a cui il 2026 porterà questa storica relazione”. Un’intesa più forte tra Roma e Berlino, quindi, “può diventare uno dei motori della cooperazione europea in una fase difficile”.
“Una regola della diplomazia è che i negoziati hanno successo quando gli interessi sono allineati perché quando gli interessi sono allineati è facile espandere la cooperazione”, aveva ricordato Bagger nel suo intervento d’apertura, chiosato da una lezione appresa in gioventù quando era collaboratore di Joschka Fischer, ministro degli Esteri di Gerard Schroeder. “Quando le cose sono fluide è facile modellarle”. E oggi in Europa le cose sono fluide.