AGI - Se gli Stati Uniti dovessero attaccare l'Iran, "nessun americano sarà al sicuro". Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore di Teheran, Abdolrahim Mousavi. "Nessun americano sarà al sicuro e le fiamme della regione bruceranno l'America e i suoi alleati dall'interno", ha affermato secondo quanto riportato da Aljazeera. Abbiamo rivisto la nostra dottrina difensiva e l'abbiamo trasformata in offensiva", ha evidenziato. "Siamo pienamente pronti per lo scontro e per rispondere con uno schiaffo di vendetta. Il mondo vedrà un volto diverso dell'Iran e chi parla di blocco navale dovrebbe rivedere la geografia", ha minacciato ancora Mousavi.
Il presidente americano Donald Trump è tornato ad auspicare un accordo con l'Iran, ma ha avvertito che, se non si troverà, allora gli Usa passeranno all'azione e si scoprirà se l'ayatollah Ali Khamenei ha ragione nel minacciare una guerra regionale.
"Spero che faremo un accordo", ha detto da Mar-a-Lago in dichiarazioni trasmesse dalle televisioni americane. In caso contrario, "scopriremo se ha ragione o no", ha aggiunto. Gli Usa, ha ricordato, hanno il più grande dispiegamento di navi nella regione, "a due giorni di distanza" dall'Iran.
Media, negoziati nei prossimi giorni in Turchia
Il negoziato sul nucleare tra Iran e Stati Uniti avrà luogo "con ogni probabilità nei prossimi giorni in Turchia". Lo conferma l'agenzia di stampa iraniana Fars, dopo che l'indiscrezione era uscita tramite il sito Axios. Il presidente Masoud Pezeshkian ha dato il via libera al dialogo con Washington. L'obiettivo è trovare un'intesa che ponga fine alla crescente tensione e al rischio di un conflitto tra le due parti. Lo scorso 30 gennaio il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il ministro degli Esteri Hakan Fidan hanno accolto in Turchia il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi proponendo di facilitare la mediazione con Washington. Lo stesso Erdogan aveva proposto la via negoziale al presidente americano Donald Trump in un colloquio telefonico avvenuto lo scorso 27 gennaio.
I tentativi di mediazione e l'incontro ad Ankara
Secondo fonti sentite dal sito Axios, l'amministrazione del presidente Donald Trump ha fatto arrivare all'Iran attraverso più canali il messaggio di essere disponibile a incontrarsi per negoziare un accordo. Secondo fonti sentite da Axios, Turchia, Egitto e Qatar stanno lavorando per organizzare un incontro tra l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad Ankara alla fine di questa settimana. "Stiamo facendo del nostro meglio", ha detto un funzionario di uno dei Paesi. La notizia è confermata anche dall'emittente israeliana Canale 12.
Colloqui di Arafchi con Riad, Cairo e Ankara
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto delle telefonate con i suoi omologhi in Arabia Saudita, Egitto e Turchia per discutere "degli ultimi sviluppi regionali e internazionali", ha riportato l'agenzia di stampa statale Irna. Araghchi si è recato in Turchia per colloqui venerdì.
La Casa Bianca non chiude alla soluzione diplomatica
La Casa Bianca assicura che Trump non ha preso una decisione e che resta aperto a una soluzione diplomatica, ma non è chiaro se l'ayatollah Ali Khamenei autorizzerà i suoi a stringere un accordo accettabile per gli Stati Uniti. Dietro le quinte dunque si muovono i tre paesi che hanno lavorato con l'amministrazione Trump sull'accordo per il cessate il fuoco di Gaza, nella speranza di avere lo stesso successo nel prevenire una guerra regionale. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato oggi alla CNN che "paesi amici" stanno cercando di costruire un clima di fiducia tra Usa e Iran.
Gli sforzi diplomatici recenti
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, era a Teheran sabato e ha visto Ali Larijani, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano e stretto collaboratore di Khamenei. Poco dopo l'incontro Larijani ha scritto su X che "si sta formando un quadro per i negoziati". Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha parlato al telefono sempre sabato con il suo omologo iraniano Massoud Pezeshkian e lo ha esortato ad accettare un incontro con i funzionari di Trump.
Venerdì, Araghchi è stato ad Ankara dove ha visto sia il presidente Recep Tayyip Erdogan sia il ministro degli Esteri Hakan Fidan.