AGI - Gli atleti statunitensi delle Olimpiadi non vengono finanziati dal governo, sia durante la loro carriera che negli anni della pensione.
A rimediare a questa anomalia sono per lo più donatori privati, in particolare un nome è alla ribalta in questi giorni: quello di Ross Stevens, che donerà 200mila a ciascuno degli atleti, a cominciare dai prossimi giochi invernali di Milano-Cortina, contribuendo così al loro 'gruzzoletto' per una futura pensione. Lo riferisce il Wall Street Journal evidenziando il fatto che, a differenza di altre potenze dei Giochi, il governo di Washington non spende un centesimo per premiare i suoi atleti. Eppure la nazionale Usa ha vinto più medaglie olimpiche di qualsiasi altro paese al mondo.
Un gettone da 200mila euro per gli atleti delle Olimpiadi
"Non credo che l'insicurezza finanziaria debba impedire agli atleti d'élite della nostra nazione di raggiungere nuove frontiere di eccellenza", ha dichiarato Stevens, fondatore e CEO della società di servizi finanziari Stone Ridge Holdings Group, sostenitore di lunga data del movimento olimpico. Così il generoso mecenate darà 200mila dollari a ciascun atleta olimpico e paralimpico statunitense, indipendentemente dalle prestazioni.
La donazione di Ross Stevens
La modalità del pagamento è stata pensata per consentire agli atleti di avere una sicurezza finanziaria per il loro futuro, contribuendo così ai loro risparmi per quando andranno in pensione.
I primi 100mila dollari saranno quindi erogati 20 anni dopo la loro prima apparizione olimpica qualificante o all'età di 45 anni, a seconda di quale evento si verifichi per ultimo.
La seconda tranche, anch'essa da 100mila dollari, sarà invece sotto forma di benefit garantito per le loro famiglie dopo la loro scomparsa.
Una cifra record
L'intera donazione di Stevens ammonta a 100 milioni di dollari, una cifra record per il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti (USOPC). L'USOPC opera in base a uno statuto del Congresso, ma non riceve finanziamenti federali: significa che il gruppo responsabile della formazione del team Usa ogni due anni deve autofinanziarsi.
Lo fa principalmente attraverso la vendita dei diritti televisivi e le sponsorizzazioni aziendali. Come altre federazioni sportive, l'USOPC ha investito molto nella filantropia per aumentare le entrate. Stevens è stato contattato dal Comitato per chiedere come aiutare gli atleti al termine della loro carriera.
Uno dei motivi per cui ha creato una rete di sicurezza per gli atleti olimpici era che premiava l'eccellenza umana senza vincoli politici. Inoltre, era un mondo che Stevens conosceva bene, avendo dedicato buona parte della sua vita lavorativa ad aiutare le persone a pianificare la propria pensione.
L'effetto a catena
Questa sua donazione potrebbe avere un altro effetto a catena: incoraggiare gli atleti a proseguire la loro carriera. Un aspetto cruciale visto che circa il 60% delle medaglie olimpiche e paralimpiche americane sono vinte da atleti che hanno gareggiato in precedenti edizioni dei Giochi.
Nell'ambito di questo programma, gli atleti riceveranno 200mila dollari per ogni olimpiade a cui prendono parte.
Come funziona negli altri Paesi
Per il sostegno previdenziale ai propri atleti olimpici, di certo il governo Usa non rappresenta affatto un modello. Anzi. Il WSJ evidenzia che altre nazioni olimpiche di alto livello sono molto più avanti degli Stati Uniti, già da decenni. Le principali rivali, Russia e Cina, forniscono entrambe pensioni o assegni di pensione ai loro atleti olimpici.
La Corea del Sud offre pensioni agli atleti d'élite fin dagli anni '70, con importi variabili in base alle medaglie vinte. Recentemente, il Comitato Olimpico Australiano ha annunciato un sussidio pensionistico di 22mila dollari per ogni olimpiade a cui partecipa un atleta.
In Polonia, i vincitori olimpici ricevono un diamante da investimento e un dipinto. In Corea del Sud, i vincitori di medaglie olimpiche sono esentati dal servizio militare. In Kazakistan, Yeldos Smetov, che ha vinto l'oro nel judo a Parigi 2024, ha ricevuto un premio molto diverso: 100 cavalli purosangue e una Lexus.
Il comitato Paralimpico
Il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti fornisce invece un supporto molto convenzionale per la formazione degli atleti e un bonus per le medaglie: 37.500 dollari per ogni medaglia d'oro, 22.500 dollari per l'argento e 15mila per il bronzo, tutti provenienti da fondi raccolti privatamente.