AGI - Il complesso templare di Karnak, uno dei siti archeologici più importanti al mondo, continua a restituire tesori inaspettati. Sabato scorso, la missione archeologica congiunta egiziano-cinese ha annunciato il ritrovamento di un antico lago sacro all'interno del recinto del Tempio di Montu, a Luxor.
Una scoperta che gli esperti definiscono "rara" e che giunge dopo otto anni di scavi sistematici e ricerche scientifiche sul campo. Il lago appena scoperto si estende su una superficie di oltre 50 metri quadrati e si trova a ovest del Tempio di Maat, la dea simbolo di armonia, giustizia e verità. La struttura, un serbatoio artificiale in pietra eccezionalmente ben conservato, non figurava in nessuno degli archivi archeologici storici.
L'importanza del lago sacro di Montu
Secondo Jia Xiaobing, responsabile cinese del progetto, la sua posizione crea una configurazione architettonica senza precedenti: insieme al lago già noto nel recinto di Montu, le due vasche formano un allineamento perfetto lungo l'asse nord-sud. "Questa scoperta colma una lacuna fondamentale nell'egittologia - ha spiegato Jia - si tratta dell'unico lago sacro individuato attraverso scavi scientifici moderni in questa specifica area". I laghi sacri non erano semplici riserve d'acqua, ma elementi centrali per la purezza rituale, venivano utilizzati esclusivamente dai sacerdoti per le abluzioni cerimoniali, distinguendosi nettamente dalle fonti destinate all'uso domestico.
Reperti e nuove cappelle osiriane
Oltre alla struttura idrica, gli scavi hanno portato alla luce una quantità significativa di reperti. Tra questi, decine di mascelle di mucca (probabili resti di sacrifici rituali) e blocchi di pietra riutilizzati risalenti al Periodo Tardo (747-332 a.C.). Le indagini presso la cappella osiriana hanno inoltre rivelato tre nuove cappelle dedicate al dio Osiride, accompagnate dal ritrovamento di decine di statuette della divinità e frammenti legati alla figura della "adoratrice divina di Amon". Questo titolo sacerdotale, detenuto da donne di sangue reale come le figlie dei faraoni, rappresentava una carica di enorme potere politico e religioso a Tebe.
Prospettive storiche e cooperazione internazionale
I nuovi dati archeologici permetteranno ora di ricostruire con maggiore precisione la storia della città sotto il dominio delle dinastie XXV e XXVI. Il progetto, iniziato ufficialmente nel 2018, vede la collaborazione tra l'Istituto di Archeologia dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali e il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Ad oggi, la missione ha esplorato circa 2.300 metri quadrati dei 106.000 che compongono l'area del Tempio di Montu. Mohamed Abdel-Badie, capo del settore delle antichità egiziane, ha sottolineato l'alto valore simbolico dell'operazione: "La cooperazione archeologica tra Cina ed Egitto è un dialogo tra due delle civiltà più antiche del pianeta. Questo risultato non appartiene solo ai nostri due Paesi, ma è un dono alla conoscenza della storia mondiale".