AGI - Alcuni alberghi di grandi catene internazionali stanno compiendo un passo verso il minimalismo: l'eliminazione della porta del bagno. Sempre più ospiti, al loro arrivo in hotel, scoprono che al posto di una porta solida ci sono pareti ridotte all’essenziale o vetri satinati solo in parte che non garantiscono né isolamento acustico né protezione dagli odori.
Lo denuncia un servizio del Wall Street Journal che mostra come questo fenomeno sia sempre più diffuso in tutto il mondo.
Le ragioni economiche dietro l'eliminazione delle porte
Alla base di questa scelta da parte degli albergatori c'è una motivazione tendenzialmente economica. Le catene di fascia media lavorano sempre più con margini ridotti e, in particolare dopo la pandemia, l'impatto dei costi è aumentato: meno viaggi d’affari, più spese per il personale, materiali ed energia. “Per un direttore finanziario, una porta può diventare un costo continuo”, spiega al Wsj Lisa Chervinsky della Cornell University.
Una porta tradizionale richiede materiali costosi, manutenzione, sostituzione di maniglie e più illuminazione artificiale in un ambiente senza finestre. L'eliminazione di questo elemento riduce significativamente le spese operative.
La campagna "BringBackDoors" e la richiesta di privacy
Contro questa tendenza minimalista si è creato anche un movimento con la campagna social "BringBackDoors" (Riportate le porte dei bagni negli hotel) con tanto di sito internet dove si chiede agli utenti di segnalare gli alberghi senza porte dei bagni. La digital influencer Sadie Lowell ha già catalogato oltre 500 hotel “senza porte”, classificandoli per livello di privacy, e invita i viaggiatori a informarsi prima di prenotare.
Il suo obiettivo è semplice: riportare la privacy al centro dell’esperienza alberghiera. “Il settore dovrà accorgersene”, afferma, “perché i clienti sceglieranno sempre gli hotel che una porta del bagno ce l’hanno ancora”.