AGI - "Allo stato attuale delle indagini, l'incendio è collegato all'uso di 'fontane', cioè corpi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme". Lo comunica in una nota la Polizia cantonale vallese e la procuratrice generale Beatrice Pilloud, facendo un punto sull'inchiesta sulle cause del rogo a 'Le Constellation'.
L'indagine sul rogo di Crans Montana "verterà in particolare sull'analisi dei documenti ottenuti dal Comune, sulla conformità dei lavori realizzati dai gestori, sui materiali utilizzati, sulle vie di fuga, sui mezzi di estinzione e sul rispetto delle norme antincendio. Le prime testimonianze raccolte - si legge nella nota - parlano di un incendio che si è propagato rapidamente, generando molto fumo e un'onda di calore. Tutto sarebbe avvenuto molto rapidamente".
Nessun mandato di arresto per gli indagati
Nel comunicato sulle indagini per l'incendio di Crans Montana, la Polizia cantonale anche spiega che non sono stati emessi mandati di arresto nei confronti degli indagati Jacques Moretti e Jessica Maric perché non ci sono le esigenze cautelari. "Non sono state disposte misure coercitive nei confronti degli imputati - si legge nella nota - perché i criteri richiesti per la custodia cautelare non sono, allo stato attuale, presenti. Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano sottrarsi al procedimento penale o alla prevedibile sanzione dandosi alla fuga. Gli altri criteri, cioè il rischio di recidiva o di inquinamento delle prove, non sono rilevanti.
Identificate tutte le vittime
Tutte e 40 le vittime dell'incendio di Crans Montana, intanto, sono state identificate.
Le attività di identificazione condotte dalla Polizia cantonale vallese, dal DVI (Disaster Victim Identification) e dall'Istituto di medicina legale hanno permesso di identificare 16 nuove persone decedute nell'incendio bar 'Le Constellation'. Sono due svizzere di 15 anni, una svizzera di 22 anni, una con doppia nazionalità (svizzero-francese) di 24 anni, una cittadina italiana di 16 anni, una cittadina italiana di 15 anni, un cittadino italiano di 16 anni, una cittadina portoghese di 22 anni, una cittadina belga di 17 anni, una francese di 33 anni, una francese di 26 anni, un francese di 23 anni, un francese di 20 anni, un francese di 17 anni e un francese di 14 anni e una ragazza con tripla nazionalità (francese/israeliana/britannica) di 15 anni.
Quest'ultima si chiamava Charlotte Niddam, identificata con l'aiuto di Zaka, l'organizzazione ebraica incaricata di recuperare e dare un nome ai resti delle vittime di attentati e disastri. "Questo è un momento molto doloroso e difficile", ha dichiarato Nachman Dickstein, funzionario di Zaka, a Channel 12: "Stiamo ancora lavorando con le autorità locali, i rappresentanti della comunità ebraica e una delegazione israeliana per garantire che ogni fase venga svolta con sensibilità e il dovuto rispetto per i defunti e le loro famiglie". Charlotte aveva anche cittadinanza britannica e francese. Con l'identificazione del corpo della quindicenne che frequentava l'Immanuel College, una scuola ebraica vicino a Londra, tutti gli israeliani e gli ebrei scomparsi nella tragedia sono stati ritrovati, fanno sapere i media israeliani.