di Sonia Montrella
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Pechino, 17 apr.- Lutto in Cina per la connazionale identificata come la terza vittima dell'attentato di Boston avvenuto lunedì scorso. La vittima, secondo la stampa cinese, è Lu Lingzi, di Shenyang, nella provincia del Liaoning, arrivata all'Università di Boston dopo aver conseguito una laurea di primo livello al Beijing Institute of Technology. Il consolato cinese di New York, per volere della famiglia, non ha rivelato il nome, sebbene l'ambasciata Usa ha confermato, però alla stampa che la terza persona che ha perso la vita a Boston proviene da Shenyang. Secondo indiscrezioni il padre di Lu avrebbe parlato della figlia ad alcuni giornalisti dicendo loro di non avere più notizie da giorni. "Perché non ci chiama per avvisarci che è al sicuro?" ha detto allo Shenyang Evening News. Un servizio dell'emittente di Hong Kong Phoenix Tv ha riportato che i genitori hanno appreso la notizia dall'account di un microblog - non specificato - della compagna di stanza di Lu Lingzi. "Vi prego aiutatemi a ritovare la mia coinquilina. Non è mai rientrata a casa dalla maratona, sono tutti molto preoccupati" ha scritto la ragazza.
Al momento dell'esplosione Lu Lingzi - o Dorothy Lu, come si faceva chiamare negli Stati Uniti – si trovava vicino al traguardo con altri due amici, una dei quali, Zhou Danling, fino a ieri in stato di coma al Boston Medical Center, è ora in condizioni stabili dopo essere stata sottoposta a tre interventi. "I nostri cuori e i nostri pensieri vanno alle loro famiglie e agli amici " scrive in una lettera il presidente dell'Università di Boston Robert A. Brown.
Nonostante l'identità non sia ancora stata confermata, nelle ultime ore l'account Weibo, il Twitter cinese, di Doroty è stato inondato di messaggi di condoglianze. E la stampa è a caccia di informazioni: "Una ragazza estremamente intelligente e umile" l'ha descritta allo Shenyang Evening Daily il suo ex professore delle superiori, Yang Yongkun.
Finita la scuola la ragazza si era trasferita a Pechino per studiare commercio internazionale. Nel 2010, si legge sul suo profilo LinkedIn era tornata a casa per lavorare per due mesi presso la filiale locale della Bank of China. Poi, tra il 2011 e il 2012, aveva fatto uno stage alla società d Consulenza Deloitte. Dopo la laurea a Pechino, Lu Lingzi, decide di trasferirsi a Boston per conseguire un Master e, come la maggior parte dei cinesi, preferisce scegliere un nome che può essere pronunciato facilmente dagli occidentali: diventa così Dorothy.
La prima impressione del Nuovo Mondo è ottima: "Il New Hampshire è un grande posto!" scrive il 7 ottobre su Facebook. Poi, visibilmente entusiasta della sua nuova vita, pubblica una galleria di foto della sua vita americana: "Nuovo inizio all'Università di Boston".
Pochi mesi dopo una bomba metterà la parola fine alla sua avventura. Oltre alle 3 vittime - un bambino di otto anni, Martin Richards e la 29enne Krystle Campbell - nell'attentato sono rimaste ferite almeno 140 persone. E non è escluso che il numero dei morti continui a salire.
ESPLOSIONE DI BOSTON: IN COMA STUDENTESSA CINESE
di Antonia Cimini
Pechino, 16 apr.- Una studentessa cinese è tra gli oltre 100 feriti nell'esplosione alla maratona di Boston di ieri. Il consolato cinese della città di New York ha identificato la ragazza, Zhou Danling proveniente dall'università di Wuhan, ricoverata all'ospedale di Boston per le ferite riportate e in stato di coma. La notizia è stata confermata dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, il quale ha fatto sapere che il personale diplomatico cinese negli Stati Uniti è stato già inviato sulla zona dell'incidente per portare aiuto ai propri cittadini. "Il ministero degli Esteri ritiene sempre di estrema importanza salvaguardare i diritti, gli interessi e la sicurezza dei cinesi all'estero" ha detto Hong. Nella città risiedono circa 1.300 studenti cinesi, iscritti ad Harvard o al MIT.
Almeno ottantacinque persone provenienti dalla Cina e Hong Kong erano presenti alla maratona di ieri, secondo la stampa cinese. Fra di essi un famoso costruttore immobiliare Wang Shi, proprietario del gruppo Vanke, che ha dato per primo la notizia al mondo telematico cinese attraverso Weibo. Wang si trovava a Boston per dare sostegno a quindici dipendenti della sua azienda che correvano la maratona. "La prima esplosione non è stata forte; solo dopo la seconda ci siamo resi conto che stava succedendo qualcosa" ha detto l'uomo in un'intervista telefonica con la tivù cinese CCTV. Nessuno dei suoi impiegati, che partecipavano per la prima volta alla gara, è rimasto ferito. Tutti però hanno avuto modo di ammirare la pronta risposta al disastro e l'efficienza delle forze dell'ordine e del governo americano nel gestire la crisi, nelle parole degli utenti internet che hanno su questo aperto un dibattito.
"Un attacco terroristico in Cina sarebbe un fallimento, perché con tutta la censura che c'è non si saprebbe mai che si è trattato di terrorismo" scrive un utente. "Prima che si sappia che in Cina è esplosa una bomba deve passare almeno una settimana, tutto deve essere passato al setaccio e censurato prima che la gente sia messa al corrente" scrive un altro. "Tutte le televisioni e siti internet stanno riportando la notizia in tempo reale, senza alcuna censura" si legge altrove. Sulla rete l'incidente ha scatenato un'ondata di commenti sull'onda del "e se fosse successo in Cina..." con inevitabili paragoni i tanti incidenti simili che nel paese non arrivano mai a conquistare un titolo nei media.
In ricordo delle vittime dei feriti, gli utenti del microblog cinese hanno lanciato una campagna per accendere una candela virtuale. Altri hanno organizzato per stasera una corsa commemorativa nel villaggio olimpico di Pechino.
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