PRATO.
Si apre una nuova strada nei rapporti di collaborazione tra aziende italiane e cinesi. A inaugurarla è Beste, azienda pratese del tessile-abbigliamento (32,8 milioni di fatturato 2011, 130 dipendenti), che oggi formalizzerà una partnership a "doppio filo" con Huamao, gruppo tessile della provincia interna di Anhui (302 milioni di euro di fatturato 2011, 5.655 dipendenti e 2.800 telai in attività) per la costruzione di una nuova fabbrica tessile in Cina, nell'area di Anqing.
La joint venture - H&B Textile technology, 75% Huamao e 25% Beste spa - è destinata a produrre a regime (nel 2015) 4,2 milioni di metri di tessuti di fascia medio-alta «del tutto simili a quelli prodotti in Italia», a un costo del 25-40% inferiore a quello sostenuto nel nostro paese: per questo Beste si è assicurata un contratto decennale di distribuzione di questi tessuti, che vale per Europa, Usa, Giappone e resto del mondo (la distribuzione in Cina, 50% della produzione a regime, sarà invece fatta da una società mista Beste-Huamao).
Ma l'azienda pratese ha deciso di fare anche un altro passo per nei rapporti con Huamao, suo fornitore collaudato di filati e tessuti grezzi da 11 anni. In cambio degli investimenti per la costruzione della nuova fabbrica cinese, pari a 25 milioni di euro, Huamao acquisirà infatti il 10,25% di Beste spa, che ha sede nel piccolo comune di Cantagallo (Prato), e che si configura dunque come una delle prime aziende tessili italiane ad aprire il capitale a soci industriali cinesi.
«Vogliamo crescere nel tessile, e disporre di tessuti che avranno la stessa qualità di quelli da noi prodotti a Prato, ma costi molto più competitivi», spiega Giovanni Santi, 48 anni, imprenditore tessile di prima generazione, titolare di Beste con i fratelli Luca, Matteo e Maria Grazia, spiegando la scelta di acquistare i tessuti da H&B, e dunque di fatturare in Italia, per evitare sospetti di triangolazioni estere e di delocalizzazione. «A Prato non ci sarà alcun taglio - chiarisce - anzi, stiamo investendo 1,5 milioni nell'ammodernamento dei macchinari per dare un'offerta migliore ai nostri clienti. E la costruzione della nuova fabbrica in Cina, che è stata appena avviata, ha già portato benefici e ordini al distretto pratese, perché Huamao ha acquistato da produttori locali macchinari tessili per almeno 3,5 milioni di euro». La fabbrica, 35mila mq coperti e 250 dipendenti, sarà diretta da un manager Beste, e sempre dall'azienda pratese arriveranno i responsabili dei quattro reparti di preparazione, tintoria, finissaggio e controllo qualità, che però si alterneranno con quelli in servizio a Prato. «Non vogliamo fare uno stabilimento di serie A e uno di serie B - spiega Santi, che chiuderà l'anno con ricavi a -15% a causa della soppressione di una linea di abbigliamento da parte di una griffe - ma piuttosto due "gemelli" anche sul fronte architettonico». La produzione sarà di fascia medio-alta, «la più richiesta in questo momento dal mercato», mentre i tessuti top di gamma continueranno a essere realizzati solo a Prato. «Siamo decisi a crescere in due direzioni - conclude Santi -: sul tessile, grazie al nuovo stabilimento cinese; e nell'abbigliamento, grazie alla nuova linea Uptobe fatta con Graziano Gianelli che sta decollando rapidamente».
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10,25%
Quota Beste ai cinesi
In cambio dei 25 milioni di euro per realizzare la fabbrica in Cina
28/11/2012