di Alessandra Spalletta
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Roma, 27 set. - Gu Kailai non ha avvelenato Neil Heywood: la tesi secondo cui la moglie dell'ex potente Bo Xilai ha ucciso l'uomo d'affari britannico facendogli ingerire del cianuro, non si regge in piedi. Lo sostiene nel suo blog Wang Xuemei, un medico legale della Procura Suprema cinese che mette in dubbio la versione ufficiale dell'omicidio che ha innescato il più eclatante scandalo politico-criminale degli ultimi anni in Cina. Il Guardian ,che ha ripreso il post di Wang pubblicato mercoledì sera (qui il testo originale), l'ha intervistata oggi.
Il 20 agosto scorso Gu Kailai è stata condannata dal Tribunale di Hefei alla pena di morte con una sospensione di due anni per il crimine che ha compromesso la carriera del marito. Quando il corpo senza vita dell'uomo d'affari inglese fu rinvenuto in una stanza d'albergo di Chongqing il 16 novembre, la polizia si affrettò a insabbiare le prove. Secondo la versione ufficiale, Wang Lijun, ex capo della Pubblica Sicurezza e braccio destro di Bo (all'epoca Segretario del Partito della megalopoli), fermò le indagini e dispose la cremazione del cadavere. Salvo poi pentirsene, litigare con la coppia Bo e rifugiarsi al consolato Usa di Chengdu per consegnare le prove in suo possesso. Lunedì scorso Wang lunedì è stato condannato dal Tribunale di Chengdu a 15 anni di carcere per aver coperto l'omicidio. Su di lui grava anche l'accusa di diserzione, abuso di potere, corruzione e manipolazione della legge per fini personali. Bo Xilai, sotto inchiesta per "gravi violazioni disciplinari", è tuttora in attesa di giudizio; secondo gli analisti i due processi lasciano intendere che presto si procederà nei suoi confronti con l'accusa di coinvolgimento nel crimine.
Alcuni dubbi sulla doppia sentenza circolavano da giorni: molte le aree grigie delle indagini (intervista di AgiChina24 a Steve Tsang: "I Miei dubbi sulla sentenza Wang Lijun"). Ma oggi le perplessità arrivano dal cuore del sistema giudiziario cinese, per bocca di un medico legale della Procura Suprema. La donna, Wang Xuemei, ha scritto sul suo blog: " Sono addolorata, sconvolta e spaventata se penso che la Corte abbia potuto avallare la tesi secondo cui Heywood è stato avvelenato con il cianuro".
Chi è Wang Xuemei? E perché parla solo ora? Wang in passato veniva spesso citata dai giornali – scandisce il Guardian - avendo ricevuto il plauso della stampa come primo medico legale donna ai vertici della Procura cinese. "Un titolo vuoto" senza responsabilità reali - spiega il medico – che si ritrova a coprire con scarsa convinzione al punto da avanzare la richiesta di trasferimento d'ufficio. Questo non spiega, però, l'improvviso erompere di scottanti dichiarazioni: che un funzionario nella sua posizione renda pubblicamente noti i suoi dubbi sulla sentenza espressa dalla corte su un caso politico, è a dir poco curioso.
Dubbi fondati, a detta di Wang. Sono in molti a ritenere che la macchina della censura abbia manipolato l'opinione pubblica sul caso Heywood (Il caso Bo Xilai è un format narrativo); di certo c'è che la stampa ufficiale ha tenuto la bocca cucita, con l'unica eccezione dei resoconti ufficiali dei processi - a carico di Gu Kailai e di Wang Lijun - pubblicati dall'agenzia di stampa statale Xinhua.
Ma il vero enigma per la donna-outsider della Procura è l'assenza nei resoconti di entrambi i processi di chiari riferimenti ai sintomi di avvelenamento da cianuro. Una possibile spiegazione – riferisce il Guardian – è che pochissime prove scientifiche usate per condannare Gu sono realmente emerse durante il processo penale; tuttavia, una persona presente in Tribunale avrebbe (informalmente) riferito che gli avvocati difensori hanno sollevato dubbi in merito alla fondatezza delle prove usate contro l'imputata. Secondo i legali di Gu, infatti, Wang Lijun avrebbe rilevato due campioni di sangue dal cadavere senza tuttavia riscontrare tracce di cianuro; un terzo campione, invece, analizzato solo 4 mesi dopo, presentava un basso livello di tossine, troppo poco per uccidere qualcuno. Nel maggio scorso era entrato in scena Henry Lee, il celebre e controverso scienziato forense americano che da anni indaga sui più grandi casi irrisolti a livello mondiale. Lee aveva dichiarato al New York Times di essere stato contattato dalla polizia di Chongqing nel febbraio – il mese della fuga Wang Lijun al consolato Usa che diede il via al Chongqing Drama – con il compito di condurre il test del dna su un campione di sangue forse appartenente a Heywood che potrebbe dare un responso chiaro sulle cause della morte dell'uomo (l'articolo di AgiChina24). Si tratta degli stessi test tossicologici a cui fa riferimento oggi il medico legale cinese?
In Cina le aule di tribunale si basano spesso sulla testimonianza dell'accusato: i media ufficiali hanno riportato la confessione dell'omicidio da parte di Gu, tanto basta a chiudere il caso. A quanto pare esiste anche la registrazione di una telefonata in cui Gu confessa l'omicidio a Wang – all'epoca i due erano amici – il giorno dopo la morte dell'uomo inglese. Ma nessun dettaglio è trapelato.
Wang Xuemei non esclude ipotesi di plagio: "Wang Lijun potrebbe aver manipolato Gu". La Lady Macbeth cinese – che soffre presumibilmente di disturbi mentali – aveva cieca fiducia per Wang; secondo il medico, in altre parole, il superpoliziotto avrebbe potuto approfittarsene e spingerla a "fare qualsiasi cosa".
"Ma chi avrebbe potuto avvantaggiarsi della morte di Heywood?", chiede il Guardian. Wang commenta: "Non mi importa se il mio articolo sul blog verrà oscurato, voglio solo dire ai cinesi che mi sento umiliata. Non penso che i medici legali cinesi siano degli idioti. Io ho fatto il mio lavoro e ho ottemperato alle mie responsabilità".
OMICIDIO HEYWOOD
Secondo la versione ufficiale, la moglie di Bo Xilai avrebbe ucciso il suo consulente finanziario e amico di famiglio Neil Heywood per proteggere il figlio, Bo Guagua, dalle minacce sferrate dallo stesso Heywood per "interessi economici". Neil Heywood lavorava come consulente finanziario privato per la famiglia dell'ex boss di Chongqing e si ritiene che nel corso degli anni avesse aiutato la famiglia Bo a nascondere all'estero ingenti somme di denaro. Gu Kailai ha confessato sia l'omicidio del businessman britannico, sia altri "reati economici" commessi con l'aiuto di Heywood. Il caso legato alla vicenda di suo marito si compone di tre parti: oltre all'omicidio c'è il tentativo di spionaggio agli alti vertici dello Stato messo a punto da Bo Xilai e dal suo ex braccio destro, Wang Lijun, ai tempi vice sindaco e capo della Pubblica Sicurezza di Chongqing, e una serie di reati finanziari per aggirare il fisco cinese. Attraverso un gioco di società offshore e nomi multipli, tutti riconducibili a membri della sua famiglia, Bo Xilai aveva accumulato un patrimonio di 136 milioni di dollari, secondo le stime fatte nei mesi scorsi dall'agenzia di stampa Bloomberg.
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