(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 01 lug - Il Governo cinese sta mettendo a punto una riforma del sistema di controllo delle maggiori aziende statali. Attualmente il controllo di questi asset fa capo (formalmente) alla Sasac (Assets Supervision and Administration Commission ) che ha compiti sia di supervisione che di indirizzo gestionale. Un compito titanico in quanto la rete di aziende controllate produce un fatturato aggregato di oltre 42mila miliardi di yuan.
Il progetto, invece, e' di separare queste funzione con la creazione di uno strato intermedio di soggetti (asset management companies) che potrebbero essere assimilati alle holding di settore un po' come avveniva in Italia con il vecchio IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale). Il presidente di Sasac, annunciando il progetto di riforma non ha indicato scadenze per la sua implementazione. In realta', come sempre avviene in Cina, il modello delle asset management companies e' gia' stata sperimentato sia a livelli statale che di singole province. Sono ad esempio Chentong Group e State Development and Investment Corporation (SDIC) . Quest'ultima in particolare gestisce un portafoglio di aziende del valore di 1.800 miliardi di yuan: sono miniere di carbone, centrali ekettriche, societa' finanziarie e via dicendo.