AGI - Nel secondo trimestre del 2026, in termini tendenziali, il saldo primario e l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche sono migliorati a fronte di una crescita della pressione fiscale. Lo rileva l'Istat nel Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche.
I dati dell'Istat: migliora il rapporto deficit/Pil
Nel secondo trimestre l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -2% (-2,1% nello stesso trimestre del 2025). Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul Pil del 3% (2,2% nel secondo trimestre del 2025). Il saldo corrente è stato anch'esso positivo, con un'incidenza sul Pil del 2,9% (3,3% nel secondo trimestre del 2025).
Sale la pressione fiscale e cala il potere d'acquisto
La pressione fiscale è salita al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,7%. Lo rileva l'Istat nel Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Nel periodo, sottolinea l'Istat, "il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio".Nel periodo, sottolinea l'Istat, "il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio".
Cala il potere d'acquisto delle famiglie italiane nel secondo trimestre. A fronte di un incremento dell'1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d'acquisto è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l'Istat nel Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.
Cala la propensione del risparmio
La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,1%, è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l'Istat nel Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.
Il tasso di investimento delle societa' non finanziarie, pari al 26,4%, è aumentato di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.