AGI - Sulla prossima manovra finanziaria si apre il cantiere nel centrodestra. La maggioranza, con la risoluzione in Aula sulla flessibilità sull'energia e il dibattito sul Safe, inizia a mettere i primi tasselli del dibattito sull'ultima legge di Bilancio della legislatura. Raccontano nel centrodestra che il recente vertice (martedì) con la premier Giorgia Meloni, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini si sia concluso con la prospettiva di fissare un appuntamento ad hoc alla ripresa dei lavori parlamentari.
La manovra e la legge elettorale agitano la maggioranza
Al centro il dossier che, insieme a quello della legge elettorale, più preoccupa la coalizione di governo, appunto la legge di bilancio. Perché, come confida un autorevole esponente della Lega, se ora ci sono maggiori margini si dovrà trovare spazio per una 'finanziaria' a vocazione elettorale. Una fonte parlamentare spiega che nel partito di via Bellerio già si sia cominciato a pianificare il prossimo obiettivo: intervenire sulle pensioni. E si starebbe studiando un piano per una uscita anticipata a 64 anni.
Le tappe verso la manovra
È presto per parlare di quali saranno le misure che verranno messe in campo, il Documento di programmazione di bilancio va inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre. E prima di ogni valutazione bisognerà attendere il 22 settembre, quando arriverà la certificazione finale sul rapporto deficit/Pil del 2025, se resterà al 3,1% come nella stima preliminare non si potrà concludere in anticipo la procedura di infrazione Ue aperta dal 2024. Altrimenti si aprirebbe un altro scenario, con maggiori spazi di finanza a disposizione.
Il confronto sul Safe
Il percorso sarà complesso, come dimostra il dibattito in maggioranza sul Safe, che ha portato ieri alla modifica della parte sull'eventuale adesione ai prestiti sulla difesa dopo la spinta della Lega a rivedere il testo con la postilla di un eventuale utilizzo delle risorse per la sicurezza nazionale.
Le stime sul Pil
Ma se è evidente, come riflette un 'big' del centrodestra, che Giorgetti continuerà a seguire la linea della prudenza sui conti pubblici, "Lo ha fatto in questi anni, perché dovrebbe cambiare adesso?", l'interrogativo della fonte, è altrettanto vero che sia stato proprio il responsabile dell'Economia ad evidenziare le stime rilasciate dall'Ufficio parlamentare di bilancio che ha rivisto al rialzo al +0,9% la previsione sul Pil 2026.
La flessibilità sull'energia
Tra l'altro l'obiettivo del responsabile del dicastero di viale XX Settembre, come spiegato martedì nel corso dell'ufficio di presidenza in Senato delle Commissioni Bilancio congiunte, sarebbe quello di inserire tra i fondi su cui poter richiedere all'Ue la flessibilità sull'energia anche una serie di spese già sostenute a partire dal 28 febbraio, ovvero dal giorno in cui è iniziato il conflitto tra Stati Uniti ed Iran che coinvolge il Medio Oriente ed ha portato a un rialzo del costo dei beni energetici.
Le risorse nella manovra
I numeri della legge di bilancio non sono quantificabili, si affretta a sottolineare il viceministro al Mef, Maurizio Leo. Ma nella maggioranza un alto dirigente si azzarda a previsioni: "Quest'anno si può arrivare a trenta-quaranta miliardi. Poi bisognerà vedere come spendere i 14 miliardi che la Ue ci lascia di flessibilità".
Le priorità nel centrodestra
Le priorità dei partiti non sono ancora finite sul tavolo del ministero dell'Economia. FI, ad esempio, punta alla flat tax incrementale pure per le partite Iva, sul cashback sanitario, sull'addio al bollo auto. FdI insisterà sulla necessità del taglio della pressione fiscale per il ceto medio, con l'obiettivo di portare l'aliquota al 33% per i redditi fino a 60mila euro.
La ricerca delle coperture
Giorgetti andrà, così come successo sulla proroga sul taglio delle accise, alla ricerca delle risorse, il partito di via Bellerio ha già puntato il dito sulle banche. "Ma", spiega un altro esponente dell'esecutivo, "è ancora tutto molto prematuro, di sicuro dovrà essere una manovra elettorale...".
Le opposizioni: "Vogliamo dati chiari"
Le opposizioni nel dibattito sulla flessibilità chiedono chiarezza al governo. Il senso del ragionamento: "fornite dei dati chiari" sull'eventuale scostamento di ottobre per ottenere maggiore flessibilità in materia di energia e "dichiarate se questa misura serve soprattutto ad aprire spazi in vista di una manovra elettorale".