AGI - Edera Nordest, Bending Spoons e Quantyca. È questo il podio elaborato da Great Place to Work Italia che, dopo aver ascoltato i pareri e le opinioni espresse da oltre 5mila collaboratori della cosiddetta "Generazione Z", ha stilato la nuova edizione del ranking Best Workplaces for Gen Z con le 20 migliori aziende italiane in cui lavorare secondo i giovani nati dopo il 1998.
In un mercato del lavoro in continua evoluzione, la capacità delle organizzazioni di attrarre, valorizzare e trattenere i talenti della Generazione Z rappresenta una leva strategica fondamentale per l'innovazione e la competitività futura. L'edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Gen Z premia le 20 migliori aziende che si sono distinte per la qualità dell'ambiente di lavoro e la capacità di coinvolgere i giovani talenti, rispettando requisiti rigorosi come la presenza di almeno 20 collaboratori in organico e un minimo del 10% di rispondenti al questionario di clima aziendale appartenenti alla Gen Z.
Il podio della classifica
Al primo posto della classifica si posiziona Edera Nordest, realtà veneta di servizi finanziari specializzata nei prestiti dedicati a dipendenti e pensionati. Sul secondo gradino del podio troviamo Bending Spoons, eccellenza nel settore dell'information technology che acquisisce e potenzia le aziende del settore digitale - si è appena quotata al NASDAQ di New York, dimostrando quanto vale saper interessare e selezionare le giovani generazioni. A completare il podio c'è la monzese Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming. Completano la classifica Jet HR, Accuracy, Groupe ISAGRI, Hilton, Me'thode, Kiabi, Octopus Energy, Florence One, Auxiell, Fiabilis Consulting Group, Aton SpA, GLAS Italy, Reverse, Caffeina, Up2You, Gruppo Breaders e Sector Alarm.
I criteri di valutazione
Analizzando nel dettaglio il ranking, a risaltare è il Trust Index medio, l'indicatore che misura il clima di fiducia interno a un'organizzazione calcolato sulla base di parametri quali credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, pari all'88% nelle imprese best contro il 42% della norma italiana (+46%), calcolato come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study.
A risaltare è anche il Leadership Index, l'indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all'interno di un'azienda, che raggiunge quota 90% nelle realtà d'eccellenza, contro una norma italiana che si ferma al 39% (+51%).
Guardando ai settori di appartenenza delle aziende best, dominano l'information technology (35%) e i servizi professionali (25%), seguiti da retail, servizi finanziari e assicurativi, ospitalità (10%), manifattura, advertising & marketing (5%). A livello di dimensioni aziendali, calcolate sulla base del numero di collaboratori, ci sono sette aziende nella categoria small (tra 10 e 49 collaboratori), cinque medium small (tra 50 e 149 collaboratori), cinque medium large (tra 150 e 499 collaboratori), due large (tra 500 e 999 collaboratori) e una realtà super large con oltre mille collaboratori.
Zollo: "Il vero valore è saper attrarre e trattenere profili junior"
"I giovani nati dal 1998 in poi non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza - spiega Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia - In un contesto di invecchiamento demografico, in cui la popolazione italiana diminuisce di circa 2 milioni di persone ogni dieci anni, la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è il vero vantaggio competitivo concreto, perché saranno proprio questi profili ad aiutare la transizione tecnologica della popolazione più esperta in aziende con un'anzianità media sempre più alta. Le aziende che sapranno interessare, incuriosire e ispirare i giovani saranno quelle che riusciranno ad accaparrarsi una generazione che diminuirà in termini di numeri e costerà sempre di più in termini di investimento".
L'ascolto e la valorizzazione dei contributi dei collaboratori raggiungono il 90% nelle aziende best contro il 28% (+62%) della norma italiana e trend speculari si registrano sia per la promozione dell'innovazione e della sperimentazione (83% contro il 26%, +57%) sia per le opportunità di crescita e sviluppo professionale (84% contro il 29%, +55%). Il divario aumenta analizzando i fattori legati alla leadership: la competenza della direzione tocca infatti il 93% nei Best Workplaces a fronte del 36% della norma italiana (+57%), seguita dalla coerenza dei responsabili (91% contro il 33%, +58%) e dall'imparzialità dei comportamenti manageriali (86% contro il 29%, +57%). La qualità complessiva dell'esperienza lavorativa viene promossa a pieni voti dall'86% dei giovani inseriti nelle realtà d'eccellenza, contro il 29% di un'azienda media italiana (+57%).