AGI - L'Europa è sempre "più necessaria", nessuno Stato può pensare di farcela da solo, ma serve "un cambio di passo, una svolta sul debito comune" per evitare il "deserto industriale". È il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella relazione all'assemblea annuale della confederazione alla quale ha preso parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alla quale è intervenuta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La relazione di Orsini ha ricevuto 30 applausi dalla platea e una standing ovation finale.
Il leader degli industriali parte da alcune considerazioni: "Siamo soffocati dall'assenza di competitività, dalle fragilità che ogni giorno aumentano e dalla burocrazia". E le imprese non ce la fanno visto anche il fatto che "la Cina sta colonizzando i nostri mercati". Insomma, sostiene, "se l'Unione non sosterrà da subito le nostre produzioni" l'economia europea rischia di crollare.
Orsini, Serve sospensione Ets per una revisione migliore
Cosa fare? Il leader degli industriali ha invitato a sospendere l'Ets per "permettere una revisione migliore, ma anche evitare che, nel frattempo, altre fabbriche siano costrette a chiudere o a delocalizzare". In altri termini, Confindustria chiede un debito comune, "per finanziare una vera politica industriale Europea e per finanziare investimenti strategici".
Nel dettaglio Orsini ha esortato al coraggio, alla responsabilità e alla fiducia indicando cinque leve per rimettere l'impresa al centro e promuovere la crescita: energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della 231; risorse adeguate agli obiettivi. In particolare il leader degli industriali chiede che l'energia venga riportata "nella competenza esclusiva dello Stato, di accelerare il ritorno al nucleare, di sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia e le autorizzazioni per le rinnovabili". Questo perché, ha sottolineato, "per le imprese il prezzo dell'energia è ormai una vera e propria minaccia
esistenziale".
Non poteva mancare un riferimento all'intelligenza artificiale: gli industriali propongono un piano di formazione che valga per tutti i lavoratori e che inizi finanche al liceo. Poi, ha proseguito Orsini, è necessario "attivare risorse adeguate agli obiettivi a partire dal fisco che è una leva di competitività. Esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile". Da qui la proposta: "Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d'essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola".
Affrontare nodo salari bassi, troppi contratti a tempo
Orsini ha chiamato in causa anche la questione salariale e a nome degli imprenditori ha detto senza mezzi termini: "Noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla. Le basse retribuzioni allontanano i giovani dall'Italia". Orsini e' convinto che "i salari bassi incidono negativamente sulla qualita' della vita delle persone, sulla natalita' e frenano la domanda interna, che resta il principale mercato per la maggior parte delle imprese, e l'unico per molte piccole realta'".
Infine, un appello a tutta la politica e alle parti sociali: "Noi imprenditori chiediamo un grande atto di responsabilita', fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio. Queste scelte sono le fondamenta per tornare a una crescita del 2 per cento l'anno, crescita che noi giudichiamo non solo necessaria ma possibile". "Ma la nostra chiamata alla responsabilita' non deve diventare terreno di scontro politico ma piattaforma di dialogo sugli obiettivi da raggiungere. Vi chiediamo di lavorarci insieme", ha precisato il leader degli industriali. "I cittadini italiani capiscono le decisioni difficili, quando vengono prese con chiarezza e con responsabilità condivisa. Quello che non capiscono e che non meritano, e' veder trasformata ogni decisione necessaria in un campo di battaglia elettorale", ha detto Orsini ricevendo l'applauso più lungo di tutti.