AGI - È stato scelto Marghera (Venezia), luogo iconico dell'industria italiana e simbolo della necessità e delle sfide legate alle nuove transizioni e riconversioni, per la manifestazione nazionale che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per il Primo maggio.
Lavoro dignitoso
"Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l'Italia che cambia nell'era dell'intelligenza artificiale" lo slogan della manifestazione che vede tornare sullo stesso palco i tre segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri.
Al centro dei discorsi ufficiali senza dubbio il decreto lavoro approvato dal governo e il "il salario giusto", provvedimenti accolti positivamente dai tre sindacati confederali, ma con le immancabili differenze di vedute. Centinaia i sindacalisti arrivati a Marghera da ogni parte d'Italia.
Perché Marghera
Marghera è stata scelta, secondo il segretario Bombardieri, "perché è uno di quei luoghi dove la trasformazione globale ha messo in crisi una scelta industriale di tanto tempo fa".
Dello stesso parere anche Fumarola che ha spiegato che "Marghera rappresenta l'insieme di una di una serie di questioni: qui c'è stata quell'azienda che ha licenziato con un WhatsApp i 37 lavoratori perché sostituiti dall'intelligenza artificiale; qui ci sono delle realtà industriali produttive importanti e l'abbiamo scelta anche perché rappresenta le contraddizioni che poi sono sviluppate in tutto il nostro Paese: siamo qui come in un luogo simbolico per dire che il lavoro dignitoso lo si conquista e lo si realizza attraverso la contrattazione".
"Porta Marghera - ha infine chiosato il segretario Landini - rappresenta un simbolo di quello che e' stato il passato industriale del Paese e della sua crescita. Oggi qui la crisi e' evidente e porto Marghera da un certo punto di vista rappresenta anche il cambiamento che si deve fare sul piano della produzione e dello sviluppo economico".
Fumarola, lavoro è il fondamento della dignità delle persone
"Il Primo Maggio ci ricorda che il lavoro non è solo un fattore produttivo, ma il fondamento della dignità delle persone. Nell'era dell'algoritmo, questa verità non cambia. Cambia, semmai, la responsabilità collettiva di costruire regole, diritti e strumenti all'altezza della trasformazione". È quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola oggi in un ampio intervento sul quotidiano "Il Messaggero.
"Se sapremo accompagnare l'innovazione con partecipazione, formazione e contrattazione, l'intelligenza artificiale non sarà la tecnologia che sostituisce il lavoro. Sarà quella che lo rende più forte, più qualificato e più giusto. In occasione dell'approvazione del decreto Primo Maggio, la premier Meloni ha confermato la volontà di rendere quel provvedimento il primo tassello di un più generale Patto per il lavoro. Un traguardo che la Cisl chiede da tempo, e che e' reso indispensabile dall'era della transizione tecnologica e dell'intelligenza artificiale" aggiunge Fumarola.
"L'innovazione non si impone, si costruisce. Non si diffonde per decreto, ma attraverso contesti organizzativi che la rendono praticabile, legittima e condivisa. E qui entra in gioco il ruolo del sindacato e della contrattazione. Il lavoro dignitoso nell'era dell'intelligenza artificiale non si difende opponendosi al cambiamento, ma governandolo. Per questo serve una nuova piattaforma che poggi su due pilastri. Il primo è il diritto soggettivo alla formazione continua. Il secondo è la partecipazione. L'introduzione dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi deve essere accompagnata da un coinvolgimento reale dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Non solo per tutelare, ma per migliorare. Perché chi lavora conosce i processi, individua le criticità, contribuisce all'innovazione", conclude la leader Cisl.