AGI - Sul mercato del petrolio operazioni per un valore di oltre mezzo milione di dollari sono state effettuate in soli due minuti ieri, circa un quarto d'ora prima del post di Donald Trump in merito ai colloqui "produttivi" con l'Iran. Secondo quanto riporta il Financial Times, sono stati scambiati circa 6.200 contratti futures sul Brent e sul Wti tra le 6:49 e le 6:50 di lunedì mattina, ora di New York (11:49 e 11:50 italiane) appena un quarto d'ora prima che il presidente degli Stati Uniti scrivesse su Truth Social un post in cui affermava che negli ultimi giorni c'erano state "conversazioni produttive" con Teheran per porre fine alla guerra in Iran.
Per Bloomberg 650 milioni
Bloomberg parla di una cifra ancora maggiore, 650 milioni di dollari. Secondo l'agenzia di stampa finanziaria americana, in 120 secondi quindi sono stati "almeno 6 milioni di barili di Brent e West Texas Intermediate" mentre la media per la stessa fascia oraria nelle cinque sedute precedenti era di circa 700.000 barili. Poi circa un quarto d'ora dopo, il post di Trump su Truth.
Colpisce soprattutto la tempistica
"Ciò che colpisce qui non è solo il volume delle transazioni, ma la tempistica. I trader non sono indovini. Quando un posizionamento cambia pochi minuti prima di un annuncio che fa muovere i mercati, ciò significa generalmente che qualcuno agisce sulla base di quelle che definirei informazioni non ufficiali o intelligence provenienti dal Medio Oriente", ha spiegato Stephen Innes, analista di SPI Asset Management, intervistato dall'AFP. Non è noto se dietro le operazioni di lunedì ci fosse un unico soggetto o più soggetti.
Dopo il discorso, il crollo
Subito dopo la pubblicazione dell'annuncio di Trump, il prezzo del greggio è crollato e sugli altri asset si è scatenato un certo grado di volatilità: i futures dell'indice di Wall Street S&P 500 e le borse europee si sono impennati, poiché gli investitori hanno ridotto le scommesse su un conflitto prolungato. Diversi hedge fund, sottolinea il Ft, hanno osservato che questo è stato uno dei numerosi esempi degli ultimi mesi di operazioni di grande entità effettuate prima degli annunci ufficiali del governo statunitense.
"Ieri, lunedì mattina, non c'erano dati importanti, non erano previsti interventi della Fed. È stata un'operazione insolitamente grande per una giornata senza rischi legati agli eventi... Qualcuno si è appena arricchito di molto", ha detto un trader che è voluto restare nell'anonimato.