AGI - "La questione abitativa deve trasformarsi da emergenza sociale a leva strutturale di crescita". Lo ha dichiarato Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare, al Forum in Masseria.
"Il quadro è allarmante: servono almeno 100.000 alloggi a prezzi accessibili nei prossimi cinque anni e 120.000 posti letto universitari per allinearci agli standard internazionali, pari al 20/25% della domanda. Per raggiungere questi obiettivi - ha aggiunto - occorre aggiornare un quadro urbanistico, superare la frammentazione normativa con iter semplificati per lo student housing e alloggi a prezzi calmierati e introdurre maggiore flessibilità nei cambi di destinazione d'uso. Per attrarre capitali istituzionali bisogna ridurre il rischio regolatorio, garantendo certezza dei tempi di approvazione e dei titoli edilizi acquisiti e una disciplina ambientale che favorisca il recupero delle aree dismesse. È inoltre necessario ristabilire la neutralità fiscale per gli investitori nella locazione abitativa, eliminando le distorsioni su Iva e Imu, armonizzare la normativa sui fondi immobiliari e definire criteri chiari di rendimento del capitale per i progetti di interesse pubblico. Queste proposte già presentate alle istituzioni sono fattori abilitanti per avviare un processo virtuoso per affrontare il tema dell'abitare".
"Tuttavia, l'aumento dei costi di costruzione e del capitale rende queste misure non ancora sufficienti: serve una leva finanziaria pubblica minoritaria (intorno al 30%) capace di attrarre capitali privati, con effetto moltiplicativo e contenimento dei costi, coinvolgendo il risparmio previdenziale e assicurativo al fine di sostenere investimenti con orizzonti temporali di lungo periodo, facendo dell'abitare accessibile un pilastro della coesione sociale e della produttività del Paese" ha infine concluso.