AGI - Gli Stati Uniti stanno predisponendo una grande vendita di missili Patriot e altre armi per Taiwan che, secondo Pechino, potrebbero mettere a repentaglio la visita di Stato del presidente Donald Trump in Cina ad aprile. Lo rivelano otto fonti al Financial Times, dopo che l'amministrazione Trump ha approvato una vendita di armi a Taiwan del valore di 11,1 miliardi di dollari.
Il pacchetto, annunciato mercoledì dal Dipartimento di Stato americano, comprenderà lanciarazzi Himars, artiglieria Howitzer, droni, missili anticarro Javelin e altri articoli.
Secondo le fonti del FT, Xi Jinping aveva sollevato la questione della vendita di armi a Taiwan con Trump nella sua telefonata di mercoledì scorso in cui i due leader avevano discusso di Ucraina, di Taiwan e di altre questioni, confermando la visita del prossimo aprile. In quell'occasione, secondo il ministero degli Esteri cinese, Pechino aveva avvertito Washington che "la questione delle vendite di armi a Taiwan va gestita con prudenza".
"Tradizionalmente - spiega Ryan Hass, esperto di Cina della Brookings Institution - la Cina cerca sempre di dissuadere gli Stati Uniti dall'intraprendere azioni a cui si oppone, come la vendita di armi a Taiwan, durante il periodo che precede gli incontri presidenziali". "Non si tratta di una novità, ma la schiettezza" aggiunge Hass. Diverse fonti a conoscenza della situazione hanno affermato che il pacchetto potrebbe arrivare fino a 20 miliardi di dollari, mentre altre hanno avvertito che la cifra finale è incerta e potrebbe avvicinarsi a di 11 miliardi.
Le reazioni e i sistemi d'arma
Due fonti statunitensi sostengono che la Cina stia bluffando e non annullerà la visita. Oltre ai Patriots, utilizzati per distruggere i missili in arrivo, gli Stati Uniti consentiranno a Taiwan di acquistare altri NASAMS, un missile terra-aria avanzato, e altri due sistemi d'arma. Secondo alcune delle fonti l'amministrazione Usa aveva intenzione di notificare il pacchetto al Congresso questo mese. Ma alcuni esperti ritengono che Trump rimanderà la decisione al suo ritorno dalla Cina.
Obblighi e avvertimenti
In base al Taiwan Relations Act, gli Stati Uniti sono obbligati a vendere missili a Taiwan per provvedere alla propria difesa. Bonnie Glaser, esperta di Taiwan presso il German Marshall Fund, ha affermato che la combinazione dei due pacchetti di armi "dimostra chiaramente il forte sostegno dell'amministrazione Trump e la sua volontà di rischiare l'ira della Cina". Secondo altre fonti l'ambasciatore cinese a Washington, Xie Feng, ha avvertito l'amministrazione in merito alle vendite di armi. L'ambasciata cinese non ha risposto alle richieste di commento.
Ritardi nel bilancio della difesa di Taiwan
Il pacchetto di vendita di armi arriva mentre a Taipei stanno ritardando l'approvazione di un bilancio della difesa che fornirebbe fondi per acquistare armi dagli Stati Uniti. I partiti di opposizione di Taiwan, il Kuomintang e il più piccolo Partito Popolare di Taiwan, che insieme detengono una risicata maggioranza in Parlamento, stanno bloccando una bozza di bilancio speciale per la difesa da 1,25 trilioni di dollari taiwanesi (40 miliardi di dollari) da spendere in 8 anni. L'opposizione ha anche bloccato la bozza del bilancio annuale 2026, che prevede un aumento del 23% della spesa per la difesa, portandola a 949,5 miliardi di dollari taiwanesi.