AGI - L'oro supera quota 5.000 dollari l'oncia e aggiorna i massimi storici, spinto dagli acquisti difensivi in un contesto di incertezza geopolitica e commerciale e alla vigilia della riunione della Federal Reserve. Il metallo sale dell'1,63% oltrepassando la soglia dei 5.070 dollari.
Il rally si inserisce in una settimana già molto forte: l'oro ha guadagnato oltre l'8% e da inizio anno segna un progresso vicino al 17%, dopo la chiusura positiva del 2025. L'impennata del metallo prezioso arriva mentre le tensioni dalla Groenlandia al Venezuela, fino al Medio Oriente, segnalano un aumento del rischio geopolitico e rafforzano il ruolo dell'oro come bene rifugio contro l'incertezza.
L'impatto della federal reserve e la domanda ampliata
Guardando alla Fed, il mercato si aspetta tassi fermi e guarda al discorso che farà il presidente Jerome Powell per indicazioni su tempi e ritmo di eventuali tagli nel corso dell'anno, un fattore che tende a sostenere l'oro riducendo il costo-opportunità di detenere asset di questo tipo. Goldman Sachs, ad esempio, ritiene che la base della domanda di oro si sia ampliata oltre i canali tradizionali.
ETF, famiglie ad alto reddito e il rally degli altri metalli
Le partecipazioni negli ETF occidentali sono aumentate di circa 500 tonnellate dall'inizio del 2025, mentre nuovi strumenti di copertura dai rischi di politica macroeconomica, inclusi gli acquisti fisici da parte di famiglie ad alto reddito, sono diventati una fonte di domanda sempre più importante. In rialzo anche gli altri metalli: l'argento avanza di oltre il 2% a 106,56 dollari l'oncia (nuovo record), mentre il platino segna un lieve progresso a 2.798,46 dollari (massimo storico).