AGI - I mercati procedono abbastanza spediti, ma non senza qualche incertezza, sulla scia della doppia chiusura record del Dow Jones e dell'S&P, dopo la Boj e in attesa della Bce, mentre gli investitori provano a digerire l'allungamento dei tempi sui tagli dei tassi di interesse.
In Asia i mercati sono piuttosto volatili, con la Borsa di Tokyo che cede leggermente, dopo che la Boj ha mantenuto la sua politica monetaria estremamente espansiva e ha abbassato le sue previsioni di inflazione per il prossimo anno, impegnandosi a continuare con la sua posizione espansiva "finché sarà necessario". Intanto le Borse cinesi rimbalzano dopo le recenti perdite, con Hong Kong che balza in avanti quasi del 3%, mentre Shanghai va a zigzag e avanza con moderazione, dopo che il premier cinese, Li Qang ha chiesto misure più "vigorose" per sostenere il mercato azionario.
Più in generale i listini asiatici, compreso Seul, avanzano, trainati dei tecnologici, che continuano a guardare ai futuri svuluppi dell'Intelligenza artificiale. In Asia lo yen è salito, pur restando a quota 148 sul dollaro e il Nikkei ha toccato un nuovo record da 34 anni ma poi ha ritracciato per le prese di beneficio degli investitori, dopo la Boj. Anche Shanghai è salita, poi è scesa e poi è di nuovo leggermente avanzata, dopo che Bloomberg ha riferito che il governo cinese sta valutando la possibilità di istituire un fondo di stabilizzazione del mercato azionario fino a 2.000 miliardi di yuan per acquistare azioni onshore e arginare una profonda svendita sui mercati azionari cinesi. La misura ha favorito soprattutto Hong Kong ma ha anche suggerito la necessita' che Pechino sia stata costretta a intervenire per evitare un peggioramento del mercato azionario cinese.
Intanto a Wall Street i future procedono misti, con quelli sul Dow Jones piatti ma più deboli e quelli sull'S&P e sul Nasdaq lievemente positivi, dopo che ieri i tre indici di New York hanno chiuso in rialzo, con il Dow Jones a livello record sopra i 38mila punti e l'S&P 500 al nuovo massimo storico a 4.850 punti. Il Dow Jones è avanzato dello 0,38%, lo S&P dello 0,22% e il Nasdaq dello 0,32%, trainati dai big tech, che hanno guidato il rally dell'azionario, in attesa dei bilanci di Netflix, Tesla, Intel e Johnson & Johnson, che usciranno in settimana. A spingere verso l'alto i listini Usa sono stati soprattutto i tecnologici, mentre la catena di grandi magazzini Macy's ha messo a segno un +3,57%, dopo che la società ha rifiutato un'offerta d'acquisto multimilionaria da parte di due gruppi d'investimento.
Ha pesato invece in negativo il titolo Boeing, che è tornato in rosso, dopo che la FAA, l'autorità aeronautica di controllo statunitense ha raccomandato alle compagnie aeree di effettuare ispezioni sulle porte aggiuntive dei Boeing 737-9, affermando che hanno un design identico a un jet coinvolto in un pericoloso incidente a mezz'aria all'inizio di questo mese. Intanto le banche centrali tirano un po' i remi in barca sul fronte dei tassi. L'attenzione resta fissata sulla Bce e sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Giovedì si riunisce il direttivo della Bce. La previsione è che la banca centrale europea manterrà i tassi stabili dopo lo stop ai rialzi di ottobre, mentre i riflettori si rivolgeranno soprattutto verso la presidente Christine Lagarde per avere informazioni sui tagli dei tassi di interesse nel corso dell'anno. A Davos Lagarde ha spiegato che è troppo presto per cantare vittoria sull'inflazione e di conseguenza per discutere di tagli dei tassi. Secondo gli economisti di Deutsche Bank, la Bce "non ha ancora fretta" di cambiare rotta e i governatori potrebbero anche non discutere di tagli durante la riunione di questa settimana. "Ci aspettiamo che la conferenza stampa della Bce di giovedì sottolinei ancora una volta la possibilità eccezionalmente bassa di un taglio dei tassi prima dell'estate", concorda Unicredit in una nota degli analisti.
Per quanto invece riguarda la Fed ora, i trader non sono più convinti di un primo taglio dei tassi d'interesse già a marzo, dato al 48% secondo il Cme FedWatch Tool, contro quasi l'80% di una settimana fa. Intanto frenano un po' i rendimenti dei Treasury, con il 10 anni sotto al 4,1% e il 2 anni a meno dell 4,4%, mentre il Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 40.000 dollari, ai minimi da 7 settimane, dopo che il presidente della Sec Gary Gensler ha ribadito che le criptovalute sono investimenti "eccezionalmente rischiosi".
Giovedì prossimo, oltre alla Bce, c'è attesa per la stima preliminare del Pil Usa del quarto trimestre, che dovrebbe crescere intorno al 2% ben al di sotto del +4,9% del terzo trimestre, mentre venerdì uscirà l'inflazione Pce, l'indice dei prezzi più monitorato dalla Fed. La previsione è che il deflatore core scenda al 3%. Intanto il prezzo del petrolio in Asia è misto, dopo che ieri ha invertito la rotta rispetto alle contrattazioni in ribasso della giornata ed è tornato a salire a New York sfiorando gli 80 dollari al barile.
L'offensiva israeliana a Gaza e gli attacchi alle navi commerciali da parte degli Houthi allineati con l'Iran continuano ad agitare il mercato. Ieri gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno lanciato un'altra serie di attacchi congiunti contro obiettivi Houthi nello Yemen, tra cui un sito di stoccaggio sotterraneo e luoghi utilizzati per missili e sorveglianza aerea.
È l'ottava volta che gli Stati Uniti colpiscono obiettivi Houthi nello Yemen dall'11 gennaio. L'ampliamento dello sforzo militare ha fatto temere che gli Stati Uniti e i loro alleati possano essere coinvolti in una guerra regionale più ampia e va anche detto che la notizia degli attacchi è arrivata dopo che Biden e il primo ministro britannico Rishi Sunak hanno parlato telefonicamente e hanno ribadito il loro impegno a difendere la libertà di navigazione e il commercio internazionale.