Ecco come Alitalia è diventata un pozzo senza fondo

di Francesco Russo
 Alitalia

La crisi degli anni '90 e la prima privatizzazione

La rottura con Klm e la tegola dell'11 settembre

Ryanair cambia le regole del gioco

ryanair 
O' Leary cambia le regole del mercato con una rapidità tale da non lasciare ai concorrenti il tempo di controbattere, se non di respirare. Dal 1999 al 2002 i passeggeri trasportati da RyanAir passano da poco più di 5 milioni a 13 milioni e mezzo all'anno. Tutte le compagnie di bandiera europee accusano il colpo ma a subire le conseguenze più dure sono quelle, come Alitalia, che avevano zavorre competitive di lunga data.

La trattativa (fallita) con Air France

Il "Piano Fenice" e la nascita di Cai

Il naufragio dei "capitani coraggiosi"

Che l'operazione fosse economicamente assai meno vantaggiosa dell'offerta di Air France lo dicono subito i numeri. Air France aveva promesso una ricapitalizzazione da un miliardo, i 'capitani' spendono, di fatto, 300 milioni. Air France avrebbe rilevato il 100% di Alitalia così' com'era. Cai acquista la 'good company' e sulle spalle dello Stato rimane una 'bad company' con debiti per un miliardo (secondo Milano Finanza, il costo effettivo per i contribuenti sarebbe stato almeno il doppio ma girano stime assai più elevate). Air France aveva chiesto 2.100 esuberi. Cai ne effettua 7.000 (con 7 anni di cassa integrazione, di fatto a carico della bad company). I sindacati protestano ma a far saltare l'accordo con i francesi avevano contribuito anche loro.
Air France-Klm rimane comunque nel ruolo di partner strategico, con una quota del 25%. Dopo un periodo di calma, i conti ricominceranno presto a peggiorare, complici le fusioni con Air One e Volare, che fanno salire ancora il numero degli esuberi. A riportare Alitalia sul baratro sono però gli errori di strategia, a volte clamorosi. La crisi economica più grave dalla Grande Depressione fa il resto.

Gli errori strategici di Cai

L'addio di Sabelli e le nuove turbolenze

Colaninno getta la spugna, arriva Etihad

Etihad aereo volo 
Il 2013 vede Alitalia di nuovo prossima al fallimento. Il presidente Roberto Colaninno a ottobre offre le dimissioni sue e dell'intero cda una volta concluso il nuovo aumento di capitale da 300 milioni deciso a ottobre. Air France non partecipa e scende all'8%. Entra Poste Italiane, che mette sul piatto 75 milioni, spiccioli per una società che ha chiuso l'ultimo bilancio con un miliardo di utile. Il governo, ora guidato da Enrico Letta, avvia i contatti con la emiratina Etihad, identificata come il nuovo cavaliere bianco destinato a salvare la compagnia di bandiera. Dopo un negoziato durissimo con i sindacati, il gruppo di Abu Dhabi firmera' l'8 agosto del 2014 un'intesa per rilevare il 49% di Alitalia.
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