(AGI) - Berlino, 3 ago. - Nella vecchia Bundesrepublik gliatleti di molte discipline, calcio compreso, furono dopati inmaniera sistematica a partire dagli anni '70: e' quanto risultada uno studio di 800 pagine della 'Humboldt-Universitat' (HU)di Berlino, non ancora pubblicato, dal titolo 'Doping inGermania dal 1950 a oggi', del quale il quotidiano'Sueddeutsche Zeitung' pubblica il contenuto essenziale suun'intera pagina. Nella relazione i ricercatori descrivono "inche misura e con quale sistematicita' durante la Guerra Freddaanche nella Germania Occidentale furono impiegati il doping ela ricerca" su di esso. "Esperimenti con sostanze per l'aumentodelle prestazioni come anabolici, testosterone, estrogeni edEpo" furono finanziati con fondi pubblici tramite il BISp,l'Istituto Federale per le Scienze dello Sport, creato nel 1970e alle dipendenze del ministero dell'Interno.
La 'Sueddeutsche'scrive che "secondo gli storici della HU, il Bp distribui' dasolo 10 milioni di marchi ai centri di medicina sportiva diFriburgo, Colonia e Saarbruecken". Dallo studio emerge che glistessi responsabili politici erano non solo al corrente dellepratiche di doping, ma ne favorirono l'impiego con l'obiettivodi assicurare fama sportiva alla Bundesrepublik. I ricercatoridella 'Humbolt-Universitat' riportano un dialogo tra unfunzionario del BISp e un membro del governo dell'epoca,responsabile per lo sport: "Da voi medici sportivi voglio solouna cosa: medaglie a Monaco" (con riferimento alle Olimpiadidel 1972, ndr), spiego' l'allora ministro, al quale ilfunzionario replico': "Signor ministro, un anno prima? Comepossiamo fare a conquistare medaglie?". La tagliente rispostafu: "La cosa non mi interessa".
Dal rapporto emerge che ildoping fu impiegato anche nel calcio, poiche' su alcunigiocatori della nazionale tedesca pesa il sospetto di averassunto sostanze proibite in vista delle finali di ben treCampionati Mondiali. Esistono indizi, secondo il giornalebavarese, sul fatto che nel Mondiale del 1954 a Berna, vintodai bianchi tedeschi a spese della favorita Grande Ungheria, aicalciatori della Germania non furono somministrate iniezioni divitamina C, come asserito, bensi' di pervitina. Il sospetto del doping pesa anche sulla nazionale tedescadi calcio che nel 1966 si vide strappare il titolo dai padronidi casa dell'Inghilterra con il gol-fantasma nella finale diWembley. La 'Sueddeutsche' rivela poi come, in una lettera diun funzionario della Fifa, sia scritto che tramite i testanti-doping effettuati dopo la finale, nei campioni organiciprelevati da tre calciatori tedeschi furono riscontrate traccedi efedrina. A essere sottoposti a pratiche di doping sarebberostati persino minorenni praticanti altre discipline sportive,utilizzati come 'oggetti di ricerca' per testare i risultatidel doping in rapporto all'eta' di chi ne faceva uso.
Nel corsodell'Olimpiade del 1976 sarebbero state praticate addirittura1.200 iniezioni con sostanze dopanti. Stando al giornale, "lostudio mostra che i medici sportivi tedesco-occidentali nonesitarono nemmeno a dopare minorenni, che gia' nel 1988 sisperimentava con l'Epo, e che la politica ne era al corrente".Sempre la 'Sueddeutsche' precisa come "lo studio sia prontodall'aprile 2013, ma da tempo ci sono polemiche sulla suapubblicazione, che rimane quindi incerta". (AGI)