"Il patrimonio culturale deve e può aumentare il valore economico di un territorio", ha affermato Fallucchi, "dietro una bottega e un artigiano ci sono competenze, formazione, lavoro". Una prospettiva che, ha spiegato, riguarda l'oreficeria ma anche i tessuti, le sartorie e le ceramiche perché "cultura, artigianato, lavoro, economia devono poter dialogare tra loro".
Il valore della tradizione: dalla transumanza all'artigianato contemporaneo
Gli ori della Daunia, un'area del Foggiano che comprende il Tavoliere delle Puglie, il promontorio del Gargano e il Subappennino Dauno, raccontano devozione, legami familiari e passaggi della vita, dal fidanzamento al matrimonio alla nascita. Ma custodiscono anche la memoria degli scambi lungo le vie della transumanza, che hanno collegato il territorio al Molise e all'Abruzzo. "Sono gioielli che raccontano un’economia, ma anche la vita", ha osservato la senatrice, sottolineando la necessità di chiedersi come questo patrimonio possa continuare a generare valore nel presente.
"La tradizione può diventare contemporaneità", ha detto Fallucchi. Il recupero delle forme e dei simboli degli antichi monili passa anche attraverso materiali diversi dall'oro, dal rame al ferro, fino alle lavorazioni all'uncinetto. Tecniche che consentono di reinterpretare gli ornamenti e possono diventare competenze professionali, occasioni di impresa e strumenti per trasmettere la memoria. Un impegno che la senatrice ha ricondotto allo spirito della legge 59 del 2025, istitutiva della Giornata nazionale degli abiti storici, celebrata l’11 novembre: riconoscere le tradizioni e mantenerle vive attraverso il coinvolgimento delle comunità e delle nuove generazioni.
"Credo nella possibilità di trasformare la tradizione in un’opportunità", ha ribadito, "non siamo qui per parlare del passato, ma del futuro, per dire ai giovani che imparare un mestiere può consentire loro di costruire il loro futuro".
Abito tradizionale e memoria: il ruolo di scuola, impresa e digitale per i giovani
A testimoniare questo dialogo tra memoria e contemporaneità, gli artigiani hanno portato in Senato gioielli e creazioni di bigiotteria capaci di riprodurre i segni della tradizione anche attraverso materiali meno preziosi.
"Il vero valore di un gioiello non è soltanto nell'oro con cui è realizzato, ma nella storia che riesce a custodire e soprattutto nella storia che riesce a raccontare", ha sottolineato l’architetto e designer orafo Silvana Di Lella. Gli ornamenti della pacchiana, il tradizionale abito popolare femminile del Meridione d'Italia, erano parte integrante del costume tradizionale, ha spiegato: un linguaggio che raccontava appartenenza familiare, condizione sociale e momenti della vita. Collane, orecchini, spille e pendenti entravano nella dote e venivano tramandati di generazione in generazione. La riproduzione artigianale con materiali più accessibili assume così anche una funzione culturale, permettendo alle forme della tradizione di continuare a essere indossate e riconosciute.
Di Lella ha indicato tra le prospettive di valorizzazione il coinvolgimento delle scuole, la documentazione nei musei e negli archivi e la collaborazione tra artigiani e giovani: "Un patrimonio è vivo quando una nuova generazione riesce a riconoscersi in esso". Sul rapporto tra capacità artigiane e nuove opportunità economiche è intervenuta anche Anna Annunziata Torelli, sottolineando come talento e manualità possano fare impresa e come il digitale consenta di raggiungere mercati internazionali. Un messaggio per i giovani che invece di andare altrove a studiare e tornare al Sud solo in vacanza possono rendere quei territori luoghi nei quali costruire la propria vita e il proprio lavoro.