AGI - Il Monte Olimpo in Grecia e le spiagge della Normandia, nel nord della Francia teatro dello sbarco degli alleati verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, sono stati inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la Scienza e la Cultura ha preso questa decisione durante la sua assemblea annuale, attualmente in corso nella città sudcoreana di Busan. L'Unesco ha sottolineato come la montagna più alta della Grecia, dove gli antichi Greci credevano risiedessero gli dei dell'Olimpo, sia diventata un fulcro della loro mitologia, oltre a vantare imponenti formazioni geologiche.
Le spiagge dello sbarco del 6 giugno 1944
Per quanto riguarda la Francia, l'agenzia dell'Onu ha designato come patrimonio mondiale le storiche spiagge dello sbarco del D-Day, circa 80 km di costa Questi luoghi conservano ancora testimonianze degli eventi del 1944, come batterie di artiglieria e rifugi della Resistenza. Il 6 giugno di quell'anno cambiò per sempre la storia di queste spiagge. Situate nella regione francese della Normandia, furono teatro dello storico sbarco degli alleati, la più grande operazione anfibia e aviotrasportata di tutti i tempi, e di una battaglia decisiva per liberare l'Europa dal nazismo e porre fine alla Seconda guerra mondiale. È stata inoltre inclusa la rete delle fortezze reali della Linguadoca, nel sud della Francia, un gruppo composto da otto castelli medievali.
Teatri condominiali patrimonio mondiale
Tra gli altri siti del patrimonio annunciati oggi dall'Unesco figurano i cosiddetti teatri italiani "di condominio": una serie di strutture di proprietà collettiva, finanziate sia da fondi pubblici che privati, edificate nell'Italia centrale tra il XVIII e il XIX secolo. Dal punto di vista architettonico, queste strutture rappresentano il neoclassicismo pur presentando influenze del tardo Barocco e hanno permesso alle autorità locali e ai cittadini di collaborare alla loro costruzione. Questo sistema ha favorito la crescita di una vasta rete culturale, offrendo nuovi spazi alla borghesia emergente e ampliando l'accesso del pubblico alle arti performative. Situati nel cuore dei centri storici, questi edifici sono diventati importanti centri di aggregazione sociale, ha osservato l'organizzazione.
L'opera di Alvar Aalto
Anche l'opera dell'architetto finlandese Alvar Aalto, uno degli architetti più influenti del XX secolo, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità durante la cerimonia. Il complesso architettonico, composto da 13 strutture civiche, comunitarie e residenziali sparse in tutto il Paese nordico, esemplifica il movimento moderno e la sua risposta ai bisogni sociali.
Il castello di Alamut
In Asia, il castello di Alamut, situato sui monti Alborz nel nord dell'Iran, è stato aggiunto alla lista del patrimonio mondiale. La delegazione iraniana, che ha dichiarato durante un intervento trasmesso in diretta streaming che questa rete fortificata simboleggia la resilienza e la resistenza del Paese, ha colto l'occasione per denunciare i danni ai monumenti protetti nel contesto del conflitto in corso con gli Stati Uniti.
Altri siti riconosciuti
Tra gli altri siti aggiunti alla lista figurano il corridoio di migrazione terrestre degli animali Boma-Badingilo nel Sud Sudan; le antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara; l'architettura modernista di Tashkent, capitale dell'Uzbekistan; e le piantagioni agricole coloniali di Sao Tomé e Príncipe.
Giorgia Meloni, "i teatri condominiali gioielli unici"
"I Teatri condominiali all'italiana sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Gioielli storici, architettonici e culturali che, da secoli, impreziosiscono l'identità di borghi e città dell'Italia centrale e la rendono unica". Lo dice Giorgia Meloni, presidente del Consiglio.
"Questo riconoscimento consolida il primo posto dell'Italia nella classifica dei siti Unesco. Un primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio. L'Italia è una superpotenza culturale e noi continueremo a fare ogni giorno la nostra parte per custodire, proteggere e valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Grazie a tutti coloro che hanno creduto fin dall'inizio in questa sfida e che hanno permesso potesse essere vinta".
Il commento del ministro Giuli
"Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell'Unesco di iscrivere i teatri condominiali dell'Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale. Il riconoscimento celebra l'eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell'Italia centrale di fruire dell'Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo. La loro iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale premia l'iniziativa promossa dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli in collaborazione con il Ministero della Cultura, che sosterrà l'intera rete nazionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco". Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell'Unesco che, nel corso della 48ª sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, ha iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale".
Il primato italiano
Il nuovo riconoscimento porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella Lista Unesco, consolidando il primato dell'Italia per numero di beni riconosciuti. I teatri condominiali all'italiana costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell'architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale. Nati dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano la proprietà, la gestione e la fruizione, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Si tratta di un patrimonio diffuso, composto da edifici di particolare eleganza e da una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità.
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio Unesco. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell'Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l'Unesco.