AGI - L'hanno ribattezzata la 'Piazza Armerina della Calabria', per via dei suoi mosaici che per bellezza ed estensione ricordano quelli in provincia di Enna: negli ultimi anni, la Villa romana di Casignana, nella Locride, ha iniziato a farsi un proprio nome, trasformandosi in un centro di grande richiamo turistico e culturale, puntando a diventare uno dei 'Luoghi del cuore' protetti dal Fai.
Mosaici e marmi di epoca romana
La Villa, affacciata sulla Riviera dei Gelsomini, risale al I secolo d.C. e raggiunse il suo massimo splendore nel IV secolo d.C. quando copriva una superficie di 5mila metri quadri. Oggi rappresenta uno dei complessi romani più importanti del Sud Italia, con una cinquantina di ambienti riportati alla luce, metà dei quali pavimentati a mosaico, e lastre di marmo colorato alle pareti provenienti da ogni parte dell'impero. Tra i mosaici spicca il tondo con la raffigurazione del Trionfo Indiano di Dioniso che rappresenta un unicum: il dio è vittorioso, da solo, su un carro trainato da una coppia di tigri.
La collaborazione con la University of South Florida
Ora la Villa in Contrada Palazzi punta a diventare uno dei 'Luoghi del cuore' protetti dal Fai: attualmente occupa il decimo posto provvisorio nella tredicesima edizione del censimento, che si concluderà a metà dicembre, con quasi 3mila voti. Ma soprattutto la Villa romana è al centro di tante iniziative per la sua valorizzazione: grazie a una collaborazione con la University of South Florida, è in programma una mappatura digitale tridimensionale ad altissima precisione attraverso laser scanner, fotogrammetria terrestre, rilievi con droni e tour immersivi a 360 gradi.
Aperta alle visite senza prenotazione tutti i giorni in estate e con una media di 10mila di presenze all'anno, la Villa a sud di Locri si sta trasformando anche in uno spazio permanente per eventi culturali, promozione territoriale e iniziative dedicate alle eccellenze identitarie della Calabria. Il comune l'ha candidata a ospitare il Forum Internazionale delle Ville Romane e punta a farne un polo internazionale di ricerca, dialogo culturale e valorizzazione del Mediterraneo antico.