AGI - Con il romanzo "I convitati di pietra" Michele Mari ha vinto l'edizione numero 80 del Premio Strega. La serata finale è stata celebrata, per l'occasione di questo speciale anniversario, al Campidoglio di Roma.
Il Premio Strega 2026 va a Michele Mari
Il totale dei voti espressi è stato di 643 (pari all'80,4% degli aventi diritto) su 800 giurati. Mari ha ottenuto 190 voti, prevalendo su Matteo Nucci con "Platone. Una storia d'amore" (Feltrinelli), 152 voti; Bianca Pitzorno con "La sonnambula" (Bompiani), con 84 voti; Alcide Pierantozzi con "Lo sbilico" (Einaudi), 78 voti; Teresa Ciabatti con "Donnaregina" (Mondadori), 75 voti; Elena Rui, "Vedove di Camus" (L'orma), 64 voti.
Il romanzo di Mari supera anche le polemiche sul caso Murgia
Il libro di Michele Mari più forte delle polemiche generate dalle parole che lo scrittore milanese avrebbe pronunciato su Michela Murgia. "I convitati di pietra" (Einaudi) hanno conquistato l'ottantesima edizione del Premio Strega, celebrata per l'occasione di questo speciale anniversario al Campidoglio di Roma, dopo che un mese e mezzo prima aveva fatto suo lo Strega Giovani.
Un libro commosso e gioioso
Mari ha scritto un libro commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro l'amicizia. Perché in questa storia, prima di un imprevedibile finale, vale il contrario di quanto recita il proverbio: chi perde un amico trova un tesoro.
Un volume dominato anche da una domanda di fondo: davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l'esame di maturità, siglano il "patto sciagurato" che li vincolerà fino all'ultimo giorno.
Del resto il tempo della scuola è l'unico a rimanere immobile: anche dopo trent'anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco.
Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile.
Biografia e opere di Michele Mari
Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026, è nato a Milano nel 1955, è scrittore, filologo italiano, traduttore e professore di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato con quotidiani come il Corriere della Sera, la Repubblica e Il Manifesto. Tra le sue opere Di bestia in bestia (1989), Filologia dell'anfibio (1995), Tu, sanguinosa infanzia (1997), Tutto il ferro della torre Eiffel (2002), il volume di saggi critici I demoni e la pasta sfoglia (2004; nuova ed. aggiornata 2017), la raccolta poetica Cento poesie d’amore a Ladyhawke (2007), la raccolta di racconti Fantasmagonia (2012), Verderame (2008), Roderick Duddle (2014), Asterusher. Autobiografia per feticci (con F. Pernigo, 2015), Leggenda privata (2017), la raccolta poetica Dalla cripta (2019), Le maestose rovine di Sferopoli (2021), Locus desperatus (2024) e "I convitati di pietra" (2025).