AGI - Trafugò il teschio della madre perché non volevano restituirgli le sue spoglie, e lo portava spesso con sé. Aveva studiato dai gesuiti ma scriveva ed editava libri contro di loro. Quando riteneva di aver subito un torto faceva causa a chiunque e se veniva condannato secondo lui ingiustamente si rifiutava di pagare le spese. Creò un ospedale modello dove si veniva curati gratis ma in cambio il paziente doveva recitare tre preghiere al giorno per lui e i suoi cari. Si inventò un centro termale esclusivo per la nobiltà europea millantando le qualità curative delle acque che invece erano semplicemente potabili, diventate miracolose corrompendo un medico per attestarne virtù inesistenti. Davvero troppo e davvero incredibile per una sola vita, quella straordinaria del conte Franz Anton von Sporck (1662-1738)
Il conte accusato di eresia: "Si fa il catechismo su misura e interpreta la Bibbia come gli pare"
L’aristocrazia della corte degli Asburgo lo sopportava a malapena, come ogni parvenu arrivato al blasone. Il padre di Franz, Johan Špork, era un contadino boemo analfabeta che durante la guerra dei trent’anni (1618-1648) si era arruolato nell’esercito imperiale per non dover più faticare nei campi, rivelando in battaglia eccezionali qualità di comando, tant’è che era arrivato al grado di generale. L’imperatore l’aveva nominato prima barone e poi conte, dotandolo delle proprietà dei nobili protestanti che non avevano voluto convertirsi al cattolicesimo. Quando era nato il figlio maschio aveva voluto assicurargli tutto quello che lui non aveva mai avuto, a partire dalla cultura: a 16 anni Franz Anton era già laureato con solidi studi di filosofia e diritto, e forgiato dai gesuiti. Ma il giovane aveva subito rivelato un carattere ribelle che presto l’avrebbe portato in rotta di collisione con l’Ordine, tanto da essere accusato di eresia. La sua tempra l’aveva ribadita di fronte al divieto di riportare nella cappella di famiglia le spoglie della madre Maria Eleonora di Fineke morta in Olanda e sepolta in una chiesa: era andato lì, aveva preso il teschio ed era tornato a casa, accompagnandosi spesso con quella reliquia con la quale parlava, e quasi sempre col culto della morte e del memento mori.
Editore e autore di libelli contri i gesuiti, amante dell’opera e della musica di Vivaldi e Bach
Eccentrico ma non folle, illuminato e lungimirante, filantropo ma non prodigo, cattolico ma tollerante in materia religiosa, uomo colto e con lampi di genialità, Sporck porta in Boemia il corno francese, strumento di cui si è innamorato. Apre il primo teatro d’opera stabile in Boemia, in un palazzo che concede gratuitamente per le rappresentazioni. Invita a Praga Antonio Vivaldi ospitandone cinque prime, e si adopera per diffondere la musica di Johann Sebastian Bach. Nello stesso tempo ha la fissa per un concetto di giustizia che va oltre i codici del suo tempo. Ricorre spesso ai giudici, anche per inezie, incurante del suo rango di privilegiato, ma se gli danno torto si rifiuta di pagare le spese e per questo una volta finisce anche in prigione al castello di Praga dove si distingue per organizzare feste e libagioni. Una volta intenta causa al suo avvocato perché ritiene che l’abbia difeso male. Con i gesuiti ha un conto in sospeso: scrive contro di loro e pubblica a sue spese libri contro l’ordine, finché intervengono le autorità imperiali che gli confiscano la biblioteca, senza però farlo demordere: lui resiste con successo ai tentativi di farlo condannare per eresia, con l’accusa di essersi fatto un catechismo su misura e di interpretarsi da solo la Bibbia.
La figlia vuol diventare suora e lui la mette a pane e acqua per farla sposare a fini dinastici
Il conte, quando non viaggia per l’Europa, risiede nella sua proprietà di Lysá, nei dintorni di Praga dove è nato e dove deciderà di morire. Dal matrimonio con l’amata Franziska Apollonia ha avuto un solo figlio maschio, Johann Franz Anton Joseph Adam, morto però in tenerissima età, e due figlie femmine: Maria Eleonora Francisca Cajetana è entrata per sua volontà in convento come badessa, e Anna Katharina che vorrebbe seguirne le orme, ma il padre non può permetterlo perché c’è un titolo da trasmettere assieme a grandi proprietà. Decide di darle in marito un lontano parente ma la ragazza dice di no, e allora Franz Anton la fa rinchiudere in camera da letto con poco cibo, poca acqua e poco riscaldamento finché, due settimane dopo, Anna Katharina dice di sì al matrimonio, che sarà seguito dall’adozione del marito Franz Karl Rudolph von Swéerts zu Reist da cui avrà ben undici figli. Il suo colpo di genio è però la creazione del centro termale di Kuks, lungo il corso del fiume Elba, che fa disegnare dall’architetto italiano Giovanni Battista Alliprandi, per farne il polo dell’aristocrazia e surclassare, come poi avviene, persino Karlsbad. Le acque sono normali, ma Sporck si è dato un aiutino pagando il medico che deve attestarne le virtù curative, e da quel momento Kuks diventa la località più alla moda di teste coronate e nobili.
Un ospedale con cure gratis in cambio di tre preghiere al giorno per la sua famiglia
Il conte si è fatto costruire la sua residenza a due passi dalle terme, e sull’altra sponda ha fatto edificare una chiesa e l’Hospital Kuks per cento veterani dell’esercito ai quali assicura assistenza piena e di alto livello (all’epoca la fine dei vecchi soldati e mutilati era miserevole) purché recitino tre preghiere quotidiane per lui e per i suoi familiari. La struttura è un capolavoro del barocco, con farmacia fornitissima e giardino all’italiana, e sembra più un albergo di lusso che un ospedale, se non fosse che sulle pareti di un grande corridoio fa realizzare 52 affreschi sul tema della morte, ricordando che non risparmia neppure re e regine e arriva immancabile quando meno te l’aspetti, quindi meglio farsi trovare pronti. Lui stesso ha voluto che la finestra della sua camera da letto guardasse sulla cripta di famiglia dove pretende che arda una fiamma eterna, che il conte può controllare di notte.
L’esclusivo impianto di Kuks soppianta Karlsbad ma viene spazzato via da un’inondazione
Il sogno di Kuks viene infranto nel 1740 da un’alluvione che danneggia gravemente gli impianti termali e infligge un colpo letale al turismo aristocratico che non si riprenderà mai più. Le terme per eccellenza saranno solo quelle di Karlsbad. Il conte è scomparso due anni prima dell’inondazione nella sua residenza di Lysá, e allora la figlia Anna Katharina, dovendo decidere tra la ricostruzione delle terme e il consolidamento di chiesa e ospedale, anche memore della sua vocazione a farsi suora decide di investire sulle strutture di accoglienza. L’ospedale di carità rimarrà in funzione fino al XX secolo. Gli Swéerts-Sporck si estingueranno nel 1945 e attualmente venti bare custodite nella cripta di famiglia ricordano la dinastia dell’eccentrico conte. Curiosamente tutti gli affreschi sulla morte che decoravano le pareti dell’ospedale, fino al 2004, quando sono stati completati i restauri, erano rimasti celati alla vista perché coperti sotto ben sette strati di calce.