AGI - La Fondazione La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha reso noto di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi che avrebbe dovuto assumere la direzione artistica del teatro per il periodo 2026-2030
La decisione arriva dopo un'intervista, pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano argentino La Nación, in cui Venezi avrebbe espresso reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra, accusata di nepotismo. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e il rispetto dovuto ai professori d'Orchestra.
In questa intervista, Venezi ha difeso la sua nomina sostenendo che la sua intenzione di "rinnovare" il teatro avesse generato resistenza interna. La sua nomina, annunciata nel settembre 2025, ha suscitato proteste delle rappresentanze sindacali che ne chiedevano la revoca, considerando che la sua carriera non era paragonabile a quella dei suoi predecessori e denunciavano una presunta mancanza di trasparenza nella sua nomina.
"Non ho padrini, non vengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra in cui le posizioni vengono passate da padre in figlio," ha detto Venezi nell'intervista contestata che poi ha aggiunto: "Sono una donna, ho 36 anni, sarei la prima donna regista di La Fenice e voglio rinnovare. Hanno paura del cambiamento". Dichiarazioni che hanno provocato la reazione dei sindacati.
Il ministro Giuli, "fiducia in Colabianchi"
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. Lo comunica una nota, dopo l'annuncio della Fondazione La Fenice di annullare tutte le collaborazioni con Beatrice Venezi. "Con l'auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d'ogni ordine e grado, nell'interesse del Teatro e della città di Venezia", conclude la nota.