Al centro del libro, l’autore colloca un interrogativo morale che attraversa l’intera narrazione: quando è lecito rispondere alla violenza con la violenza? "Dillortan restituisce l’atmosfera di paura e rivalsa di un popolo oppresso mai domo", spiega Clambagio. "Ho voluto indagare quel momento preciso in cui la pressione politica diventa rivolta, cercando di capire cosa resti dell’umanità nel cuore di una tensione così profonda".
La trama segue le azioni del movimento ribelle SAD e del suo enigmatico leader Dominus, ma trova un contrappunto emotivo nella storia d’amore tra i giovani Weibi e Gino. "Ispirandomi agli attentati legati alla questione sudtirolese, ho intrecciato realtà e immaginazione per creare una narrazione che superi il tempo storico", aggiunge l’autore. "Luoghi e personaggi sono volutamente di fantasia affinché il racconto, pur radicato nel nostro passato, diventi una storia universale di conciliazione e rinascita".
Con questa nuova pubblicazione, Clambagio conferma il suo ruolo non solo di narratore, ma anche di promotore culturale del territorio bolzanino: nel 2025 ha infatti lanciato il primo concorso letterario nazionale “Città di Bolzano”. In Dillortan, la scrittura diventa strumento di indagine civile e storica, invitando il lettore a confrontarsi con l’identità di un popolo oppresso e con i dilemmi etici che accompagnano ogni lotta per la libertà.