AGI - È stata la grande fuga di anime dal Purgatorio. Una “fuoriuscita rapida e abbondante” di afflitti, come dice uno dei significati estensivi attribuiti al termine dal dizionario italiano De Mauro.
Infatti, fu un vero e proprio esodo oltremondano quello per il quale si diede assai da fare il frate agostiniano Nicola da Tolentino, nato nel 1245 a S. Angelo in Pontano (Macerata) e morto il 10 settembre 1305 a Tolentino appunto, dove nel 1628 gli è stata dedicata pure una basilica. Insomma, un big dei cieli protettore della maternità, dell’infanzia e, ovviamente, delle anime purganti. Festa il 10 settembre.
La fama miracolosa di Nicola da Tolentino
Quel celebre “libera tutti” riguardò un numero talmente elevato di anime penitenti, una moltitudine, che nonostante i tempi medievali la notizia si diffuse in fretta e dappertutto. E la fama miracolosa di quell’uomo mite e devoto – religioso sin dall’età di 12 anni - crebbe così tanto che l’episodio segnò la sua vita in questo e nell’altro mondo: proclamato santo nel 1446.
Il purgatorio secondo il catechismo
Prima però qualche precisazione. Per il catechismo della Chiesa cattolica, chi muore in stato di peccato mortale senza essersene pentito va dritto all’Inferno. E anche chi si ravvede, visto che in Paradiso non si può mettere piede se si è macchiati dal peccato (“Nulla d’impuro né chi commetta abominazione o falsità vi entrerà”, Apocalisse 21,27), deve prima passare nel Purgatorio affollato - sempre dal catechismo - da coloro che sono “imperfettamente purificati”.
Il sogno di frate Pellegrino
Tornando alla storia, l’inizio è un sogno fatto da Nicola nell’eremo agostiniano a Valmanente, vicino Pesaro. “Erano gli anni tra il 1270 e il 1275”, riferisce lo stesso convento. Secondo la tradizione, una notte il frate sentì una voce parlargli: “Sono frate Pellegrino da Osimo, che da vivo hai conosciuto – si lamenta -. Sono tormentato in questa fiamma. Ti prego umilmente di celebrare la messa dei defunti per liberarmi”.
L'appello delle anime
In quel momento, Nicola – riporta il racconto della Chiesa – non sa cosa rispondere. Per il giorno dopo ha altri compiti da svolgere. Ma la voce insiste. Anzi, fa di più: “Vieni e considera se ti sembra conveniente respingere senza pietà l’appello di tanta misera gente che mi ha mandato”, continua il frate quasi provocandolo.
La visione della pianura di anime
Dall’area verde che circonda il convento il terreno si allarga scivolando in una vasta pianura: era colma di anime. “Se vorrai celebrare per noi – lo incalza fra Pellegrino - la maggior parte di quelli che vedi sarà liberata da questi atroci tormenti”.
Testimonianze di santi e mistici
Chiaramente, gli unici che raccontano di aver visto o essere stati all’Inferno, in Purgatorio o Paradiso sono santi e mistici. Alcune loro descrizioni sono nel libro del gesuita e teologo belga del XIX secolo François Xavier Schouppe “Cos’è il Purgatorio” (Fede & Cultura, 2021).
La natura del purgatorio
Nel testo la dimensione viene definita “un luogo sede del fuoco purgante” collocato “nelle viscere della terra”. E sul punto il gesuita chiarisce subito: “Sappiamo che gli spiriti possono trovarsi in un luogo occupato dai corpi, come se questi corpi non esistessero. Pertanto – conclude - che l’interno della terra sia tutto di fuoco, come comunemente dicono i geologi, o sia in tutt’altro stato, nulla vieta che vi possano soggiornare degli spiriti”.
Il settenario di Nicola
Nella vicenda del santo, quando Nicola da Tolentino si risveglia ha ancora nella testa quelle immagini di anime in pena. Va dal priore, gli racconta per filo e per segno i fatti e gli chiede il permesso di celebrare Messa per i defunti. Il superiore gli dà l’ok e l’agostiniano per sette giorni (settenario) recita il rito religioso a suffragio. Prega e digiuna.
La liberazione delle anime
Trascorso il periodo accade l’inaspettato. Arriva sempre in sogno e dallo stesso religioso che gli dà la notizia. Dopo le tue preghiere - gli dice - quelle anime nella piana di Pesaro ora contemplano Dio, sono in Paradiso. E da allora il settenario di Nicola da Tolentino è diventato una tradizione liturgica nota non solo in Italia.
Il purgatorio: invenzione della chiesa?
Tutto bello, ma crederci? Nel volume “La nascita del Purgatorio” (Einaudi, 2014) lo storico francese Jacques Le Goffe sostiene che il “terzo luogo” è un’invenzione della Chiesa della fine del XII secolo avvenuta sotto la spinta teologica-spirituale dell’Ordine cistercense.
La fede secondo Cesare Truqui
Indirettamente, il noto esorcista Cesare Truqui taglia corto: “La vera fede – sostiene in ‘Professione esorcista’ (Piemme, 2018) - non si basa sui sensi ma sull’affidarsi e sul credere”.