AGI - Tutto era partito dall’apertura di un pacchetto della posta militare di Auschwitz esageratamente pesante per le sue dimensioni. Era stato confiscato dagli ispettori della dogana e aperto: dentro c’erano tre pezzi d’oro odontoiatrico ad alta caratura. Chili d’oro. Il giudice Georg Konrad Morgen, maggiore delle SS, che indagava per casi di corruzione, si era posto delle domande: "Sapevo che i reparti odontoiatrici dei campi di concentramento avevano il compito di raccogliere l'oro accumulato dalla combustione dei cadaveri e inviarlo alla Reichsbank". Ma un’otturazione pesa pochi grammi, e solo in quel pacchetto era contenuta la contabilità della morte di migliaia di persone. Ma Morgen va oltre: pochi all’epoca potevano permettersi otturazioni d’oro, quindi per stima approssimativa il plico sequestrato rappresentava dai 20mila ai 100mila deceduti. Troppi per una morte naturale, dovevano essere stati assassinati. Omicidi di massa. Non si sarebbe fermato ad arrestare il colpevole, avrebbe indagato personalmente. Ad Auschwitz.
La lotta alla corruzione nella Polonia occupata
Morgen, nato nel 1909 a Francoforte, nel 1933 si era iscritto al Partito nazista e alle SS. Laureato in legge all’università della sua città e specializzato all’Aja, aveva iniziato la carriera di giudice a Stettino (oggi Szczecin, in Polonia) e poi era stato assegnato al dipartimento militare SS di Cracovia dove nel 1941 e nella prima metà del 1942 persegue i reati legati alla corruzione nella Polonia occupata. Ma quel magistrato, nonostante la divisa, dava fastidio e alla prima occasione era stato trasferito al fronte in una divisione corazzata: aveva indagato sulle spoliazioni di ricchezze perpetrate dall’ufficiale SS Hermann Fegelein, che in seguito avrebbe sposato la sorella di Eva Braun e sarebbe stato poi fucilato su ordine di Hitler negli ultimi giorni del Terzo Reich.
Fegelein si era appellato al Reichsführer Heinrich Himmler e questi aveva esautorato Morgen, che nel 1943 viene richiamato in servizio nella Polizia criminale proprio da Himmler, per occuparsi di reati di corruzione nei lager. Il suo primo caso era stato quello di Karl Otto Koch, comandante di Sachsenhausen, Buchenwald e Majdanek. Il Reichsführer pretendeva che i beni sequestrati ai detenuti nei lager dovessero essere consegnati integralmente al Reich, e pretendeva punizioni severissime. Gli omicidi di massa erano legalizzati e incentivati, il furto era un crimine punito con la morte. Ma Morgen non sapeva ancora come stavano le cose. Lui era un giudice e, come sosterrà nel dopoguerra, un “fanatico della giustizia” (Gerechtigkeitsfanatiker). E indaga, come sempre in un singolare equilibrio tra la tenacia e l’ingenuità di poter affermare la supremazia del diritto in quel sistema e in quei tempi.
Ad Auschwitz la scoperta degli omicidi di massa e della Shoah
A Buchenwald si accorge che non erano solo i beni dei deportati a sparire, ma sparivano proprio uomini e donne, e pure i prigionieri che avevano assistito a episodi di corruzione. Incastra quindi il comandante Koch e lo accusa di omicidio plurimo. Ma la sua missione ad Auschwitz-Birkenau gli consente di vedere quello che neppure riusciva a immaginare. E sente che deve fare qualcosa per sabotare la macchina dello sterminio. Non poteva accusare nessuna SS per crimini di guerra, ma poteva contestare i crimini commessi come reati comuni, dalla corruzione all’omicidio, inteso come “illegale”. Arriva a un passo dal fermare l’attività del burocrate dello sterminio, Adolf Eichmann, spiccando un mandato d’arresto per una borsa piena di diamanti, ma gli sfugge tra le dita.
Ad Auschwitz chiede e ottiene dal comandante, lo Standartenführer Rudolf Höss, che lo disgusta, di poter visitare tutto il lager per capire come funziona, e in un primo tempo non comprende il significato delle parole del comandante che lì stanno svolgendo «un incarico estremamente arduo e non tutti avevano il carattere per affrontarlo». Morgen scopre la Judenrampe delle selezioni, le finte docce per le gasazioni con lo Zyklon B, il Kanada dove i beni delle vittime venivano raccolti e catalogati. Un repertorio degli orrori. "Quella notte non riuscii a chiudere occhio. Avevo già visto cose nei campi di concentramento, ma mai niente del genere. E mi chiesi cosa si potesse fare». Quando riferì al capo della Gestapo Heinrich Müller quello che aveva visto, questi si mostrò sorpreso per gli omicidi di massa, ma quando Morgen gli parlò del trattamento inumano e dello sterminio degli ebrei, sogghignando gli disse: «Beh, allora perché non mi arresti?".
Gli arresti di Sommer, Koch e Grabner e i processi per gli “assassini arbitrari”
Fa arrestare Martin Sommer “il boia di Buchenwald”, Hermann Florstedt comandante a Majdanek, Amon Göth “il macellaio di P?aszów” che uccideva a capriccio i detenuti (come raccontato anche nel film “Schindler’s List” di Steven Spielberg), manda a processo diversi criminali delle SS utilizzando la leva di altre accuse. Come Maximilian Grabner, capo della Gestapo ad Auschwitz, che uccideva regolarmente i prigionieri nel carcere del campo quando diventava troppo affollato. E Koch che si era coperto di ogni altra nefandezza. Cerca di far accettare ai suoi superiori il principio secondo cui coloro che avevano partecipato alle gasazioni erano così corrotti "che in futuro non si sarebbero più dimostrati utili come normali soldati o persino come cittadini» e che «la dirigenza dello Stato stava distruggendo i propri fondamenti morali con questi crimini mostruosi", facendo leva sulla “uccisioni arbitrarie”.
I processi di Koch e Grabner si svolsero nell’autunno del 1944, ma i superiori di Morgen lo denunciarono per menzogna e discredito sulle SS. Scriverà alla fidanzata: "Indifeso, mi trovavo solo nella tempesta, oggetto del tribunale. È un compito triste e ingrato essere il procuratore distrettuale delle istituzioni statali". Koch sarà condannato per corruzione e fucilato nel 1945, poco prima della fine della guerra. Il processo a Grabner sarà sospeso e non verrà mai più ripreso, ma questi sarà giudicato da un tribunale polacco per crimini di guerra e impiccato il 28 gennaio 1948.
Testimone oculare a Norimberga e la ripresa dell’attività legale
Arrestato alla fine della guerra come membro delle SS e interrogato dagli Alleati che lo interneranno a Dachau, Morgen diventerà un prezioso testimone oculare al processo di Norimberga e in quelli collaterali, istruiti fino agli Anni ‘60. Durante il nazismo, in due anni, aveva perseguito oltre 800 casi di corruzione ottenendo un paio di centinaia di condanne. A Francoforte riprenderà l’attività legale come stimato avvocato. Morirà nel 1982.