La danza come rivoluzione: Bolle, Abbagnato e Copeland tra arte, disciplina e rinascita

Ruggero Marino
 Andrej Uspenski - Roberto Bolle sul palco del Teatro alla Scala
di lettura
AGI - Se l'avessero trovato in fondo al mare sarebbe stato un Bronzo di Riace. Un fisico scolpito anche sui cinquant'anni, un corpo perfetto, ora atletico, ora apollineo, ora dionisiaco nei ritratti dei suoi libri fotografici, in particolare quello fra le rovine di Pompei. Una struttura fisica non facile a librarsi nell’aria se non fosse per la muscolatura possente. “Non avere il peso della gravità per un danzatore è il sogno”.

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