AGI - Ottobre 2026 è stato il più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 15,35 gradi centigradi, superiore di 1,75 gradi rispetto al periodo preindustriale 1850-1900. Secondo il nuovo bollettino del Copernicus Climate Change Service (C3S), realizzato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), il 2026 ha una probabilità superiore al 99 per cento di diventare il secondo anno solare, dopo il 2024, con una temperatura media globale superiore di almeno 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.
Per l'Europa, il secondo ottobre più caldo di sempre dopo il 2022
Anche lungo la costa atlantica europea e nel Mediterraneo occidentale le temperature della superficie marina hanno raggiunto livelli record per ottobre, contribuendo alle condizioni di caldo osservate nelle aree terrestri adiacenti. In Europa, ottobre 2026 e' stato il secondo ottobre piu' caldo mai registrato. La temperatura media sulla terraferma europea e' stata di 11,51 gradi, superiore di 1,49 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Soltanto ottobre 2022 aveva registrato un'anomalia maggiore, pari a 1,92 gradi. Le temperature sono risultate particolarmente elevate rispetto alla media nella Fennoscandia e nell'estremo oriente europeo, mentre nel resto del continente sono rimaste generalmente più vicine ai valori climatici di riferimento.
Una vasta area caratterizzata da temperature inferiori alla media ha interessato i Balcani meridionali, la Grecia, il Mediterraneo orientale e la Turchia occidentale. Il bollettino Copernicus segnala inoltre condizioni più secche della media in diverse regioni europee, tra cui la parte occidentale della Penisola iberica, alcune zone della Francia, la Germania orientale, la Polonia, gran parte dei Balcani, l'Italia peninsulare e un'ampia area della Russia occidentale. Le portate fluviali sono rimaste eccezionalmente basse in molte aree dell'Europa centrale e orientale, interessando importanti corsi d'acqua come il Reno, il Danubio e la Vistola.
Il 2026 anno più caldo? C'è una probabilità dell'80%
La previsione, ottenuta attraverso un modello statistico basato sui dati ERA5 disponibili fino a ottobre, indica per il 2026 un'anomalia termica annuale compresa tra 1,56 e 1,61 gradi. Secondo lo stesso modello, il 2026 ha una probabilità dell'80 per cento di risultare il secondo anno più caldo mai registrato e del 20 per cento di eguagliare o superare il 2024, attualmente l'anno più caldo della serie storica. Anche la media delle temperature globali del quadriennio 2023-2026 dovrebbe superare 1,5 gradi rispetto al periodo preindustriale.
La temperatura media globale dell'aria superficiale a ottobre è risultata superiore di 0,90 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Con un'anomalia di 1,75 gradi rispetto al periodo 1850-1900, ottobre è stato il terzo mese consecutivo a superare la soglia di 1,5 gradi. La precedente sequenza di almeno tre mesi consecutivi sopra questo livello si era conclusa nell'aprile 2025. Le previsioni relative alla temperatura media globale dell'intero 2026 sono state elaborate attraverso un modello statistico adattato ai dati storici ERA5. Copernicus precisa che l'utilizzo di altri insiemi di dati climatici, modelli statistici o periodi di osservazione potrebbe produrre probabilità differenti sia per il superamento della soglia di 1,5 gradi sia per la posizione del 2026 nella graduatoria degli anni piu' caldi.
"Un caldo globale straordinario"
"Ottobre ha proseguito la sequenza di un caldo globale straordinario, con temperature record sia a livello globale sia sulla superficie degli oceani", ha dichiarato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima dell'ECMWF. "Un El Nino eccezionalmente intenso sta aggiungendo ulteriore calore a un clima già riscaldato dalle attività umane, mentre il 2026 si avvia a diventare il secondo anno solare sopra 1,5 gradi. Particolarmente significativo è il fatto che anche la media quadriennale dovrebbe superare 1,5 gradi, evidenziando quanto sia diventato persistente questo periodo di caldo globale". Le temperature della superficie marina sono rimaste eccezionalmente elevate durante ottobre.
Negli oceani compresi tra 60 gradi di latitudine sud e 60 gradi nord, la temperatura media della superficie del mare ha raggiunto 20,95 gradi, il valore piu' alto mai registrato per il mese di ottobre, superando il precedente record stabilito nel 2023. Nel Pacifico tropicale, dove le condizioni associate a El Nino hanno continuato a intensificarsi, la regione Nino 3.4 ha registrato una temperatura media mensile della superficie marina di 29,94 gradi, con un'anomalia di 3,21 gradi. Entrambi i valori hanno superato quelli osservati durante i picchi dei precedenti episodi di El Nino molto intenso del 1982-1983, 1997-1998 e 2015-2016. Secondo Copernicus, il fenomeno dovrebbe raggiungere il massimo verso la fine dell'anno.
Piogge intense e inondazioni in diverse regioni
Rispetto a settembre, le condizioni di siccità si sono attenuate in alcune zone dell'Europa occidentale, dove le portate fluviali hanno mostrato segnali di recupero. In Russia sudoccidentale, invece, l'anomalia secca si è estesa e intensificata. Condizioni più piovose della media hanno interessato la parte orientale della Penisola iberica, l'Islanda, il Regno Unito e l'Irlanda, gran parte della Francia e della Germania, la Scandinavia meridionale, la regione nordoccidentale del Mar Nero, la Grecia e la Turchia. In quest'ultimo Paese le anomalie delle precipitazioni sono risultate particolarmente marcate.
Piogge intense e inondazioni hanno colpito diverse regioni durante il mese, tra cui Regno Unito e Irlanda, Spagna, Grecia e Turchia. Al di fuori dell'Europa, condizioni più secche della media sono state osservate in gran parte dell'America settentrionale orientale e degli Stati Uniti meridionali, nella Russia occidentale, in alcune zone della Siberia e dell'Asia centrale, nella Cina meridionale, in parte del Sud America e nell'Africa australe. Precipitazioni superiori alla media hanno invece interessato l'Alaska, alcune aree degli Stati Uniti meridionali e del Messico settentrionale, vaste regioni dell'Asia centrale, parti della Cina e della Corea, il Cile, l'Argentina meridionale, il Brasile sudorientale, alcune regioni dell'Africa meridionale, il Madagascar e l'Australia occidentale e centrale. In diverse aree, precipitazioni intense, talvolta associate a cicloni tropicali, hanno provocato inondazioni. Il rapporto presenta anche i dati sull'estensione dei ghiacci marini
Nell'Artico estensione del ghiaccio inferiore del 9% sulla media
Nell'Artico, l'estensione del ghiaccio marino a ottobre è risultata inferiore di circa il 9 per cento rispetto alla media, collocandosi al tredicesimo posto tra i valori più bassi registrati per questo mese nei 48 anni di osservazioni satellitari. Le concentrazioni di ghiaccio sono risultate particolarmente ridotte nei mari lungo la costa settentrionale dell'Eurasia. Nel Mare di Kara, l'estensione del ghiaccio marino ha raggiunto il minimo mai osservato per ottobre.
In Antartide, l'estensione del ghiaccio marino è stata inferiore di circa il 9 per cento rispetto alla media, il secondo valore più basso per ottobre nella serie satellitare, dopo il 2023, quando l'anomalia negativa aveva raggiunto l'11 per cento. La copertura di ghiaccio è risultata eccezionalmente ridotta nel settore dei mari di Amundsen e Bellingshausen, in associazione con venti settentrionali persistenti e condizioni insolitamente calde. I dati sulle temperature atmosferiche e marine presentati nel bollettino derivano dal sistema di rianalisi ERA5.
Le informazioni sulle portate fluviali sono basate sulle simulazioni del sistema europeo EFAS, nell'ambito del Copernicus Emergency Management Service, mentre i dati sui ghiacci marini comprendono informazioni ERA5 e dell'EUMETSAT OSI SAF Sea Ice Index. Per le anomalie climatiche mensili, Copernicus utilizza come riferimento il periodo 1991-2020, mentre per il confronto con le condizioni preindustriali considera il periodo 1850-1900. Il bollettino di ottobre documenta quindi nuovi record delle temperature globali dell'aria e della superficie oceanica, un El Nino di intensità eccezionale e condizioni climatiche e idrologiche differenti tra le regioni. Le previsioni statistiche indicano inoltre una probabilità superiore al 99 per cento che la temperatura media globale del 2026 superi di 1,5 gradi quella del periodo preindustriale e che anche la media globale del quadriennio 2023-2026 dovrebbe collocarsi sopra lo stesso livello.