AGI - Una semplice passeggiata notturna con il cane si è trasformata in una corsa rocambolesca per evitare l'attacco di un cinghiale.
È accaduto lunedì notte nel quartiere Serpentara, nel quadrante Nord-Est della Capitale, dove la signora Marika L. è stata inseguita dall'animale inferocito a pochi metri dal portone della sua abitazione.
L’incontro con il cinghiale vicino ai secchioni
“La zona in cui vivo è circondata dal verde e la convivenza con la fauna selvatica per noi è abbastanza comune”, spiega Marika all’AGI. “Negli ultimi tempi, però, la presenza di un gruppo di cinghiali ci sta rendendo la vita davvero difficile: persino andare a buttare la spazzatura è diventato un incubo”.
Messa in allerta dagli avvistamenti delle settimane precedenti, la donna stava prestando la massima attenzione. “Era circa l'una di notte e mi stavo avviando verso i secchioni, che si trovano a pochi passi dal supermercato vicino casa. Mentre ero per strada ho sentito dei grugniti e subito dopo un gran frastuono. Ho cercato di tenere la mia cagnolina dietro di me e, facendo pochi passi, mi si è palesato davanti un cinghiale che rovistava tra gli scarti di cibo e l'immondizia”.
La carica e la fuga
Cercando di non fare rumore, Marika ha provato a valutare il da farsi, ma l'animale ha notato lei, e soprattutto il suo Staffordshire bull terrier: “Ha alzato lo sguardo, ha tirato su col naso ed emesso un verso minaccioso. Poi ha iniziato a raspare a terra con le zampe, proprio come fanno i tori prima di attaccare. Capita l'intenzione, ho gridato al cane di scappare e mi sono messa a correre insieme a lei alla massima velocità, senza mai voltarmi”.
Il tema della fauna selvatica nella Capitale
Arrivata al palazzo, la donna ha citofonato d'urgenza al figlio gridando di aprire perché inseguita. “Una volta dentro ho chiuso il portone e mi sono guardata alle spalle: il cinghiale era lì che ci fissava. Il cuore mi usciva dal petto per la paura”.
Un episodio che si è risolto senza conseguenze, ma che riaccende il tema della sicurezza a Roma. “Il parco della zona è frequentato da bambini e cani e gli animali ormai passeggiano a pochi metri dalle persone. Molti stanno smettendo di andarci perché non si sentono sicuri. Io sono riuscita a scappare e adesso ci rido su, ma se al posto mio ci fosse stata una persona anziana o con disabilità, non so se ora potremmo raccontarla allo stesso modo”.