La protesta della figlia
Così protesta la figlia, Selima Giorgia Giuliano, sovrintendente ai Beni culturali: "Il vedere una strada intitolata a mio padre a Castellana Sicula dovrebbe essere soltanto motivo di orgoglio. E invece, accanto al suo nome, leggo la definizione 'politico'. Mio padre non era un politico. Era un poliziotto. Un servitore dello Stato, ucciso dalla mafia. Le parole hanno un peso. E lo hanno ancora di più quando vengono incise su una targa destinata a consegnare una persona alla memoria della città. Serve studio, conoscenza e volontà di fare un approfondimento. Non è una questione di titoli, non è contro il ruolo del politico e non è una semplice imprecisione. È una questione di verità e di rispetto".
Il valore della memoria
Spiega Selima Giuliano: "Chi passerà da quella strada negli anni a venire deve sapere chi era quell'uomo e perché il suo nome è lì. A questo servono le targhe. La memoria non può essere approssimativa. La memoria è anche verità".