AGI - Valter Lavitola, arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dell’ottobre scorso al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, è stato aggredito nel carcere di Rebibbia.
Lavitola è detenuto a Rebibbia, lo stesso carcere dei tre indicati come presunti attentatori: Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, arrestati lo scorso 30 giugno e legati alla microcriminalità avellinese. Secondo gli investigatori sarebbero stati ingaggiati dal braccio destro dell'ex editore, Clesio Gomez Tavares, e avrebbero piazzato l'ordigno davanti alla casa di Ranucci.
Le parole dei legali di Lavitola
"Abbiamo sentito Lavitola il quale riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse. Stiamo rivolgendo alla procura della Repubblica una richiesta per ottenere contezza dell'esistenza e del contenuto della nota della polizia penitenziaria presso il carcere di Rebibbia relativa alla presunta aggressione subita". Cosi' gli avvocati Sergio e Arturo Cola, difensori di Valter Lavitola. "L'attuale detenzione di Lavitola in un reparto di alta sicurezza dove sono ristretti soggetti accusati o condannati per reati di mafia rende evidente che lo stesso è esposto ai medesimi pericoli per la propria incolumità che avrebbero causato la presunta aggressione. Pertanto, l'unico modo di accertare la verità è quello di affidarsi a quanto verificato dai pubblici ufficiali in servizio presso il carcere di Rebibbia", concludono.