AGI - "Forse ci aspettavamo, anzi sicuramente ci aspettavamo, una carica del governo centrale". Lo dice Egle Possetti, presidente e portavoce del Comitato Ricordo Vittime di ponte Morandi, questa mattina, a margine della cerimonia nella Radura della Memoria, in occasione dell'ottavo anniversario della tragedia. Insieme ai familiari delle vittime si aspettava questa presenza "in questa occasione in particolare, dopo questa sentenza che vede coinvolte figure dello Stato, funzionari dello Stato, una sentenza anche scomoda per lo Stato, perché anche rispetto alla concessione lo Stato aveva fatto degli errori madornali".
La presidente del Comitato Ricordo delle Vittime apprezza, invece, la presenza del viceministro del Mit Rixi, "che noi rispettiamo molto, che è sempre stato vicino a noi, che è un viceministro e rappresenta il governo. Però credo che una maggiore attenzione in questa circostanza avrebbe dovuto essere posta".
Per Possetti, che nel crollo ha perso la sorella, i due nipotini e il cognato, "il tempo, gli otto anni trascorsi dal disastro, non aiuta. Il dolore cambia, però quando rientri nel dolore è sempre uguale, perché quelle figure non ci sono più. Loro sono nel tuo cuore, nella tua testa, nelle fotografie, ma non ci sono più".
Rixi: "Mantenere aperto e costante un ricordo per monito"
Insieme ai parenti delle 43 vittime, alla Radura della Memoria di Genova, dove è in corso l'ottava commemorazione per il crollo di Ponte Morandi è presente anche il viceministro del Mit, Edoardo Rixi. "Oggi è la prima volta che si fa una commemorazione dopo la sentenza di primo grado - osserva - io mi auguro che l'anno prossimo ci sarà già quella di secondo grado e si finirà prima o poi questo processo che sembra infinito. Non commento la sentenza, anche se ha lasciato ovviamente qualche amaro in bocca, però i tempi sono fondamentali, soprattutto per un Paese che si sta reinfrastrutturando e che deve andare a verificare e capire quelle che sono state tutte le problematiche connesse e le responsabilità per il crollo del Ponte Morandi".
Per Rixi, oggi c'è anche un altro tema, ovvero "finire quello che è stato finanziato dal governo, quindi la riqualificazione di quest'area, mantenere aperto e costante un ricordo non solo per rispetto delle vittime, ma anche per monito a chi verrà dopo di noi, che si ricordi che magari è vero che lavorare sull'autostrada comporta disagi alla cittadinanza e non fa acquisire voti, ma salva vite. E quindi tra avere altri morti o avere qualche disagio, io sono per avere qualche disagio".
Sul fatto che i parenti delle vittime chiedessero oggi una maggiore presenza dello Stato e del governo centrale, il viceministro ha replicato: "Io sono qua, sono membro del governo, sono di Genova, mi sono occupato quel giorno di comunicare io al governo italiano la tragedia. Sono stato la prima persona ad arrivare sotto il ponte, 40 minuti dopo quello che era successo. È chiaro che è un percorso che abbiamo seguito. Poi per il resto, devo dire, l'attenzione del governo su questa vicenda c'è. Non a caso, anche la Presidenza del Consiglio ci ha tenuto che fossi io, ovviamente, il rappresentante dell'intero governo. Poi è ovvio che io mi sento molto partecipe alla comunità genovese, che è parte della mia famiglia, e quindi da questo punto di vista, ovviamente, chiunque altro venga del governo è assolutamente importante".
"La rappresentanza, a mio avviso, c'è - sottolinea - l'importanza è sempre stata data e lo si vede anche dall'attenzione che viene messa oggi sull'aumento anche del sistema manutentivo a livello infrastrutturale del Paese. Anche sulle modifiche legislative che nel frattempo sono intervenute. Certo, è un percorso lungo, capisco che ovviamente le famiglie in qualche modo spingano giustamente che, anche dopo otto anni di distanza, non si dimentichi quella tragica giornata che ha sconvolto la vita di tutti quelli che l'hanno vissuta come me in prima persona e anche quelli magari che l'hanno vista tramite i media in giro per l'Italia e per il mondo".
Salis: "Il Comune di Genova chiederà un risarcimento"
"Credo che sia doveroso annunciare oggi che il Comune di Genova chiederà un risarcimento molto, molto importante per i danni patrimoniali e di immagine che ha subito con il crollo del ponte Morandi. E, qualsiasi risorsa riusciremo a ottenere, verrà interamente dedicata a un programma di cura, manutenzione, decoro e messa in sicurezza della città. Lo dobbiamo alle persone che hanno perso la vita e lo dobbiamo alla nostra città". Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, nel suo intervento alla Radura della Memoria, durante l'ottavo anniversario della commemorazione delle 43 vittime del crollo di Ponte Morandi.
Meloni: "Sicurezza e cura delle infrastrutture siano sempre la priorità"
"Otto anni fa, il crollo del Ponte Morandi spezzava 43 vite e lasciava una ferita profonda nella città di Genova e nell'intera Nazione. Oggi il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che da quel giorno portano con sé il dolore di quella tragedia". Lo scrive su X il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Ricordare quelle 43 persone significa anche - aggiunge la premier - rinnovare l'impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità. Genova ha saputo rialzarsi senza dimenticare. L'Italia non dimentica".
Otto anni fa, il crollo del Ponte Morandi spezzava 43 vite e lasciava una ferita profonda nella citt di Genova e nell?intera Nazione.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) August 14, 2026
Oggi il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che da quel giorno portano con s il dolore di quella tragedia.?
Tajani: "Un richiamo quotidiano alla responsabilità dello Stato"
"Rimane fisso nella memoria collettiva quel terribile 14 agosto di otto anni fa a Genova. È nostro dovere onorare la memoria delle 43 vittime del Ponte Morandi". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. E prosegue: "È una ferita profonda, un richiamo quotidiano alla responsabilità dello Stato di garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Un pensiero ai familiari e ai cari delle vittime".
La Russa: "Ha segnato la coscienza della Nazione"
"Il Senato della Repubblica rende omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi e si stringe con profondo rispetto al dolore dei loro familiari. Una tragedia che ha segnato la coscienza dell'intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l'impegno inflessibile per la verità e la giustizia". Lo dichiara il presidente del Senato Ignazio La Russa in un messaggio diffuso in occasione dell'ottavo anniversario del crollo del Ponte. "La straordinaria reazione di Genova resta l'esempio della dignità di un popolo, ma - conclude - il ricordo di quel drammatico 14 agosto 2018 deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato.
Fontana: "Una pagina dolorosa e indelebile"
Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ricorda la tragedia: "Otto anni dal crollo del Ponte Morandi: una pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese. Rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime e mi unisco al dolore dei loro familiari. La mia vicinanza alla comunità genovese, che ha reagito con straordinaria forza, solidarietà e coesione".
Fumarola: "Fu l'esito di mancate manutenzioni"
"A otto anni dal crollo del ponte Morandi il primo pensiero è per le 43 vittime, le loro famiglie e l'intera comunità di Genova, a cui la Cisl rinnova la vicinanza". È quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, sui profili social della Confederazione. Per poi aggiungere: "La sentenza del 16 luglio conferma che il crollo non fu una fatalità, ma l'esito di mancate manutenzioni. Un verdetto che indica, in primo grado, responsabilità gravissime, e chiama all'impegno che simili drammi non si ripetano mai più - aggiunge Fumarola - Per questo, la Cisl chiede investimenti strutturali nella manutenzione delle opere pubbliche, con controlli continui nel tempo. Serve trasparenza nelle concessioni e negli appalti, e legalità in ogni fase della filiera: dalla progettazione alle ispezioni, dalla qualificazione delle imprese fino ai cantieri. È la strada che la Cisl indica tanto per le piccole e medie infrastrutture quanto per le grandi opere che il Paese sta realizzando. L'Italia - conclude Fumarola - può e deve crescere, ma dentro la dimensione del lavoro sicuro, della legalità, della piena responsabilità sociale".